Stasera non c’è ressa. Si aprono le porte della metro, mi trascino dentro e mi siedo. Liscio come l’olio. Ma stamattina?
Stamattina non ti becco il ciccione incravattato in stato di grazia? Panzaccia dura, calvizie precoce e doti di sprinter inimmaginabili: vedrai che me lo tolgo il viziaccio maledetto di alzare le braccia a pochi metri dal traguardo. Erik Zabel c’ha perso una Milano-Sanremo. Pedalava come una biscia, ora gira il mondo vestito da clown e sputa come un lama. Quando è il suo turno…tpu-tpu-tpu, schizza in orbita tre patacche verdastre, calpesta goffamente il terreno con il capo all’insù, se le guarda, se le studia, cerca di prender posizione, stima i tempi, calcola le distanze, sembra Van Der Sar quando era nella Juve ‘tacci sua, e…ppà-ppà-ppà! Tre cccozze in fila indiana gli piombano in mezzo alla fronte, sulla croce degli occhi. Ohhhhhhhhh…. Clap-clap-clap- mamma hai visto?-clap-clap-clap-bravo bis. Simpatiche canagliette i ragazzini oggi!
Poi non era solo grasso e pelato. C’aveva la fronte perlata! 8.45 del mattino, praticamente sottoterra, io c’ho il giubbetto e il maglioncino, il rapper trankyfunky de Centocelle il felpone col cappuccio, la vecchia che è morta e non s’è accorta n’ gatto morto sulla schiena e tu sudi? E c’avresti il portatile, nella valigietta nera? C’avrai mica quadrucci e fagioli e du costarelle de brontosauro, lì dentro ?!
Comunque è a un metro dalla linea gialla, più o meno in quinta fila che in gergo formulaunistico significa più o meno nono decimo posto. Io sto subito dietro, undicesimo o dodicesimo. Cerco Baccini sull’ipod, tranquillo ma reattivo e in clima partita. Anagnina è la prima fermata, il lombricone arriva completamente vuoto, c’è solo il conducente co ddu occhi così. Intravedi per un secondo il mezzobusto che ti sfreccia davanti, tanto basta per toccarti. Riabbasso gli occhi e continuo ad armeggiare (con l’ipod), li rialzo un secondo, tanto per… No! Cazzo, no! Rotolone di ciccia imprigionato tra nuca e colletto della camicia, piega adiposa esaltata dal capello rasato, tra-sudio di sofferenza: spettacolo raccapricciante.
Rumooooooore di frenata. Rumore di porte che si aprono. Due tette mi premono sulla schiena, mi appunto. Impossibile non “appuntarsi”. Mi volto lentamente, “distrattamente”… La Montalcini! La bruttacopia della Montalcini co le rughe pure sulle labbra, il rossetto sui “denti” e le tette della Bellucci.
Capisco che giornata sarà, mi rigiro…Oddiooo! Mi sa che ora esplode. E guarda il colletto: sembra leggermente più ombrato, sempre celeste ma più scuro,…più blu,… più…bagnato. Bagnato. Mi concentro, sguardo dritto a ore dodici. Facciamo 12.03!
Avanzo a piccoli passettini, l’interno della metro entra nel mio campo visivo. Quelli della porta accanto a destra gettano i loro nella mischia, sembrano gli all blacks. In pochi secondi occupano le alcove da loro, sicché iniziano a buttarsi a sinistra verso di noi. Che cazzo fanno i nostri lì avanti, dormono? Ecco la linea gialla. Avanzo. Collo punta deciso a sinistra, vai è tutto finito. Io mi oriento verso destra. Non VADO. Mi oriento… ‘Cazzo avrai da orientarti… I posti alla mia destra sono 4. Da me: A, B, C, D. I 2 all’estrema destra, D e C, se li ciucciano gli all blacks che dalla porta di destra (praticamente il compianto Haider in confronto è Nonna Papera) hanno francamente tirato e si sono buttati di qua. Ne restano 2, di posti. Ma in pratica il posto B spetta al negretto davanti a me, compagno di fila di Collo. Negretto si può dire. Anche se stamattina mi sembra un po’ più nero. Quasi negro. Vai fratello, vai tranquillo non ti bruceranno.
Io: Ciao A!
A: Cazzo vuoi?
Io: Come ti butta?
A: Di merda. Ma a te pure, vedo…
Io: Sei spiritoso per essere un sedile!
A: Già giudichi. Cosa ascolti, piuttosto?
Io: Cercavo Baccini, ma ora ho beccato Dans l’eau de la claire fontaine, di Brassens.
A: Si, si, ho capito. Narcisista dello smarrimento?!
Io: Fatti i cazzi tuoi!
A: Sei spiritoso, per essere un precario!
Io: Già giudichi. Che ne sai che sono un precario?!
A: Fatti i cazzi tuoi!
Il fatto, anzi il problema è che oltre ad aver sempre bisogno di troppo tempo per orientarmi, mi basta sempre pochissimo tempo per disorientarmi.
… Ma sto davvero parlando con un seggiolino arancione? Ma la metro l’ho presa nella direzione giusta? Certo, parte da qui. E va solo in una direzione. In un verso, mi correggeva la professoressa di fisica e matematica al liceo. Per forza. Anagnina…Cinecittà… Solo un verso. Era una legge della fisica: due forze di direzione uguale, verso opposto e pari intensità danno risultante zero. Quindi: Anagnina- Battistini è un verso, Battistini-Anagnina un altro verso. La direzione è una: chiamiamola…”orizzontale”.
A: Ehi, precario, ci sei ancora?
?: Precario a chi?
A: A tua sorella! La pianti di scoreggiare, lì sopra?
?: Io scoreggio quanto, quando e dove voglio. E mi chiamo Collo.
Ora con le manine aggrappatici alle maniglie, coglione di un precario. O telefona a Zabel, gli servisse un ciuco per rendere il numero più virtuoso. E tu, Brassens, vaffanculo.
Scritto per noi da Nik
Stamattina non ti becco il ciccione incravattato in stato di grazia? Panzaccia dura, calvizie precoce e doti di sprinter inimmaginabili: vedrai che me lo tolgo il viziaccio maledetto di alzare le braccia a pochi metri dal traguardo. Erik Zabel c’ha perso una Milano-Sanremo. Pedalava come una biscia, ora gira il mondo vestito da clown e sputa come un lama. Quando è il suo turno…tpu-tpu-tpu, schizza in orbita tre patacche verdastre, calpesta goffamente il terreno con il capo all’insù, se le guarda, se le studia, cerca di prender posizione, stima i tempi, calcola le distanze, sembra Van Der Sar quando era nella Juve ‘tacci sua, e…ppà-ppà-ppà! Tre cccozze in fila indiana gli piombano in mezzo alla fronte, sulla croce degli occhi. Ohhhhhhhhh…. Clap-clap-clap- mamma hai visto?-clap-clap-clap-bravo bis. Simpatiche canagliette i ragazzini oggi!
Poi non era solo grasso e pelato. C’aveva la fronte perlata! 8.45 del mattino, praticamente sottoterra, io c’ho il giubbetto e il maglioncino, il rapper trankyfunky de Centocelle il felpone col cappuccio, la vecchia che è morta e non s’è accorta n’ gatto morto sulla schiena e tu sudi? E c’avresti il portatile, nella valigietta nera? C’avrai mica quadrucci e fagioli e du costarelle de brontosauro, lì dentro ?!
Comunque è a un metro dalla linea gialla, più o meno in quinta fila che in gergo formulaunistico significa più o meno nono decimo posto. Io sto subito dietro, undicesimo o dodicesimo. Cerco Baccini sull’ipod, tranquillo ma reattivo e in clima partita. Anagnina è la prima fermata, il lombricone arriva completamente vuoto, c’è solo il conducente co ddu occhi così. Intravedi per un secondo il mezzobusto che ti sfreccia davanti, tanto basta per toccarti. Riabbasso gli occhi e continuo ad armeggiare (con l’ipod), li rialzo un secondo, tanto per… No! Cazzo, no! Rotolone di ciccia imprigionato tra nuca e colletto della camicia, piega adiposa esaltata dal capello rasato, tra-sudio di sofferenza: spettacolo raccapricciante.
Rumooooooore di frenata. Rumore di porte che si aprono. Due tette mi premono sulla schiena, mi appunto. Impossibile non “appuntarsi”. Mi volto lentamente, “distrattamente”… La Montalcini! La bruttacopia della Montalcini co le rughe pure sulle labbra, il rossetto sui “denti” e le tette della Bellucci.
Capisco che giornata sarà, mi rigiro…Oddiooo! Mi sa che ora esplode. E guarda il colletto: sembra leggermente più ombrato, sempre celeste ma più scuro,…più blu,… più…bagnato. Bagnato. Mi concentro, sguardo dritto a ore dodici. Facciamo 12.03!
Avanzo a piccoli passettini, l’interno della metro entra nel mio campo visivo. Quelli della porta accanto a destra gettano i loro nella mischia, sembrano gli all blacks. In pochi secondi occupano le alcove da loro, sicché iniziano a buttarsi a sinistra verso di noi. Che cazzo fanno i nostri lì avanti, dormono? Ecco la linea gialla. Avanzo. Collo punta deciso a sinistra, vai è tutto finito. Io mi oriento verso destra. Non VADO. Mi oriento… ‘Cazzo avrai da orientarti… I posti alla mia destra sono 4. Da me: A, B, C, D. I 2 all’estrema destra, D e C, se li ciucciano gli all blacks che dalla porta di destra (praticamente il compianto Haider in confronto è Nonna Papera) hanno francamente tirato e si sono buttati di qua. Ne restano 2, di posti. Ma in pratica il posto B spetta al negretto davanti a me, compagno di fila di Collo. Negretto si può dire. Anche se stamattina mi sembra un po’ più nero. Quasi negro. Vai fratello, vai tranquillo non ti bruceranno.
Io: Ciao A!
A: Cazzo vuoi?
Io: Come ti butta?
A: Di merda. Ma a te pure, vedo…
Io: Sei spiritoso per essere un sedile!
A: Già giudichi. Cosa ascolti, piuttosto?
Io: Cercavo Baccini, ma ora ho beccato Dans l’eau de la claire fontaine, di Brassens.
A: Si, si, ho capito. Narcisista dello smarrimento?!
Io: Fatti i cazzi tuoi!
A: Sei spiritoso, per essere un precario!
Io: Già giudichi. Che ne sai che sono un precario?!
A: Fatti i cazzi tuoi!
Il fatto, anzi il problema è che oltre ad aver sempre bisogno di troppo tempo per orientarmi, mi basta sempre pochissimo tempo per disorientarmi.
… Ma sto davvero parlando con un seggiolino arancione? Ma la metro l’ho presa nella direzione giusta? Certo, parte da qui. E va solo in una direzione. In un verso, mi correggeva la professoressa di fisica e matematica al liceo. Per forza. Anagnina…Cinecittà… Solo un verso. Era una legge della fisica: due forze di direzione uguale, verso opposto e pari intensità danno risultante zero. Quindi: Anagnina- Battistini è un verso, Battistini-Anagnina un altro verso. La direzione è una: chiamiamola…”orizzontale”.
A: Ehi, precario, ci sei ancora?
?: Precario a chi?
A: A tua sorella! La pianti di scoreggiare, lì sopra?
?: Io scoreggio quanto, quando e dove voglio. E mi chiamo Collo.
Ora con le manine aggrappatici alle maniglie, coglione di un precario. O telefona a Zabel, gli servisse un ciuco per rendere il numero più virtuoso. E tu, Brassens, vaffanculo.
Scritto per noi da Nik
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