23 novembre 2009

Mi manchi tanto


… Seni cok ozledim.

Trovo un biglietto tra i miei piedi.. lo raccolgo ma non conosco la lingua con cui è scritto.
Porto il suo odore sul mio naso e cerco di capirne la provenienza.
Vedo un luogo lontano e sconosciuto; persone diverse da quelle di tutti i giorni. Sorrisi più luminosi e occhi profondi.
Silenzi imposti dalla non conoscenza e rughe che possiedono il tempo. Che scorre.
Una donna dai capelli raccolti si avvicina e mi sorride, sento che esiste ma non la conosco.
Apre le mani e mi porge i palmi disegnati da linee straniere. Guardo e ricordo.. scritte di un sentimento.
Apro le mie mani e leggo… Askim.
Il vento soffia così forte che ogni cosa viene spazzata … ed io..

Con gli occhi aperti e cuore aperto raccolgo le poesie dettate da un amore lontano. Deposito le testimonianze dentro una complice pace e con speranza inizio a incamminarmi verso casa.

C’è una scrivania che mi aspetta, fogli bianchi e parole che attendono di prendere forma. Stasera non userò la mia macchina da scrivere ma intingerò d’inchiostro queste dita. Penne primitive di una donna zingara.
Di una donna che tra la terra fertile ha seminato emozioni. e che attende di raccogliere dei frutti senza semi.. ma con radici sicuri. Un amore e serenità saldi dalle tempeste di tutti i giorni.

La mela del non peccato.

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