
Io voglio diventare pazza un giorno se questo vuole dire capire lo sporco di un sentimento. La puzza che invade l'aria e che ci spinge a fuggire dalla stanza.
Io voglio sentirmi senza vestito e nuda camminare per le vie.. essere osservata e ridere con le mani nere. Ho scavato la terra fino a trovare il centro di ogni sentimento. Odoro di fango perchè le lacrime hanno bagnato il campo e oramai i miei abiti sono da buttare.
Via tutto... via questa maglietta che copre il mio seno e questi pantaloni. Via le scarpe che rendono pesanti i miei passi... e ora libera e vera. Mi dirigo verso di te. Mia vita.
Alda Merini è stata una donna che con la sua penna e pazzia, ha voluto esprimere le sue visioni. Il suo amore e la ricerca disperata di essere contraccambiata.
Io voglio sentirmi senza vestito e nuda camminare per le vie.. essere osservata e ridere con le mani nere. Ho scavato la terra fino a trovare il centro di ogni sentimento. Odoro di fango perchè le lacrime hanno bagnato il campo e oramai i miei abiti sono da buttare.
Via tutto... via questa maglietta che copre il mio seno e questi pantaloni. Via le scarpe che rendono pesanti i miei passi... e ora libera e vera. Mi dirigo verso di te. Mia vita.
Alda Merini è stata una donna che con la sua penna e pazzia, ha voluto esprimere le sue visioni. Il suo amore e la ricerca disperata di essere contraccambiata.
Difficile da capire e comprendere per le persone che si definiscono “normali” ma amata e ricercata da chi come lei, segue l'istinto. Gli occhi e il cuore.
La pazza della porta accanto è un libro autobiografico.. dove si possono percorrere i momenti più significativi di una vita difficile. Essere diversi è .. essere amati... essere amanti... essere odiati.... essere compatiti.
In queste righe la poetessa ci fa testimoni di un dolore quasi sempre presente, a volte offuscato dai momenti di passione. Amori che vanno e vengono, importanti quanto l'inchiostro e un foglio. L'amore per un uomo. Per un figlio. Per un marito solo. Per una poesia nata per disperazione e per … la stessa malattia. Che ha ridotto Alda Merini ad essere una miserabile poetessa senza vergogna. Una grande donna che con la perdita della ragione ha percorso il campo. Nuda e sporca di fango.
“Scrivimi, te l'ho detto tante volte, scrivimi una lettera lunghissima che parli solamente di silenzio. L'altro giorno per te ho scritto ventisette pagine parlando di chissà dove.
In nome della morte avrei voluto mettere un paltò d'inverno e scendere al tuo funerale. Scendere nella valle del desiderio, dove si spengono tutti i conati d'amore.
Questa morte è il mio vomito tremendo contro una società tremenda che si occupa solo di festini.
Quando ho saputo che eri morto sono corsa a fare la spesa con i buoni dei dementi. Ti ho preparato un piatto caldo e un letto d'alloro.
Ma non c'era un amico alla festa dei morti.
Era tanto che volevi, Roberto, e Dio te lo ha concesso.
Mi sono detta: una tregua per un padre che era troppo potente per essere disonorato dalla viltà dell'uomo.”
La pazza della porta accanto è un libro autobiografico.. dove si possono percorrere i momenti più significativi di una vita difficile. Essere diversi è .. essere amati... essere amanti... essere odiati.... essere compatiti.
In queste righe la poetessa ci fa testimoni di un dolore quasi sempre presente, a volte offuscato dai momenti di passione. Amori che vanno e vengono, importanti quanto l'inchiostro e un foglio. L'amore per un uomo. Per un figlio. Per un marito solo. Per una poesia nata per disperazione e per … la stessa malattia. Che ha ridotto Alda Merini ad essere una miserabile poetessa senza vergogna. Una grande donna che con la perdita della ragione ha percorso il campo. Nuda e sporca di fango.
“Scrivimi, te l'ho detto tante volte, scrivimi una lettera lunghissima che parli solamente di silenzio. L'altro giorno per te ho scritto ventisette pagine parlando di chissà dove.
In nome della morte avrei voluto mettere un paltò d'inverno e scendere al tuo funerale. Scendere nella valle del desiderio, dove si spengono tutti i conati d'amore.
Questa morte è il mio vomito tremendo contro una società tremenda che si occupa solo di festini.
Quando ho saputo che eri morto sono corsa a fare la spesa con i buoni dei dementi. Ti ho preparato un piatto caldo e un letto d'alloro.
Ma non c'era un amico alla festa dei morti.
Era tanto che volevi, Roberto, e Dio te lo ha concesso.
Mi sono detta: una tregua per un padre che era troppo potente per essere disonorato dalla viltà dell'uomo.”
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