
29 ottobre 2009
Erotici...ziamoci

Canto gitano
.. accarezzo il tuo corpo oramai svezzato da chissà quante donne. Percorro con le labbra i segni indelebili dei dispiaceri e delusioni, sperando di dare riposo alla tua ricerca. Del piacere.
Voglio essere l'unico mare in cui navigherai. L'ultima conquista della tua instancabile crociata. Il tuo odore mi trasporta nelle terre che hai visitato e amo le donne che hai posseduto. Anche solo per una notte come un avaro.
Ti bacio e ti ribacio. Con le dita chiudo i tuoi occhi e con la voce ti guido tra i sensi... io godo nell'essere ascoltata. Cammina con me verso l'orgasmo di una zingara.
Vuoi che canto per te? Un canto gitano che fa vibrare le radici di questa terra ormai arida per i troppi peccati.
Io sarò per te il riposo.. l'eccitazione.. la scoperta continua... un orgasmo infinito.
28 ottobre 2009
STORIE DA ... HALLOWEEN

Se pensi che gli spiriti non esistono, mi dispiace ma ti sbagli. I morti non sono completamente morti perché la loro anima ha una durata eterna.. e molti di loro decidono di rimanere qui. Tra di noi.
Non è una speranza di poter rivivere quello che concretamente hanno lasciato, no… sono solo anime vagabonde. Poveri spiriti che si sono persi e che vagano alla ricerca di qualcosa. Come una semplice bottiglia di… vino o un orecchino mai ritrovato.
Io parlo così perché tempo fa ne conobbi qualcuno… e ancora adesso mi bagno nel ricordo di quello che è successo.
Fu tra la notte del 31 ottobre e il primo novembre.. insomma era la notte di Halloween e le strade erano invase da ragazzi travestiti di mostri, dracula e uomini con maschere bianche e coltelli tra le mani. Figuratevi che una era così brutta che urlai nel solo vederla. Travestimento azzeccato? No, solamente un cesso di ragazza che non aveva bisogno di un costume per mettere paura.
Io mi trovavo seduto su una panchina e mi gustavo l’ultimo goccio di vino da discount. Pagato un euro e mezzo con la qualità da 10 centesimi. Adatto per una serata in solitudine e fredda. Amo stare solo con la mia bottiglia, contemplare le stelle e felicitarmi di avere scaricato quell’insopportabile moglie. Una vecchia cicciona che non faceva altro che urlarmi addosso.
Ecco.. ora che ci penso.. mi viene sete. Devo bere.. per dimenticare anche il suo viso.
Ritornando al mio racconto.. io stavo tranquillamente seduto e dei ragazzi mi passarono davanti come una sfilata fino a quando un tipo si sedette vicino a me.
“Quella è la mia bottiglia” mi disse indicandomi le mani.
Io lo guardai cercando di vedere il viso. Mi sembrava troppo pallido e pensai ad un idiota che voleva farmi uno scherzo.
“Sparisci!”
Insomma è tanto difficile capire che te ne devi andare? Sparisci. Ma il tipo non se ne andò.
“Quella è mia!”.
“Te la do in testa se non te ne vai. Capito?”.
Pensavo di essere stato convincente, di solito funzionava.. scappavano! Invece questo tizio allungò la mano per afferrare la boccia.
“Ehi.. allora non hai capito?”
Stavo per colpirlo quando vengo interrotto da un’altra voce. “Rivoglio il mio orecchino.. ladro”.
Una mezza matta si avvicinò con lo sguardo fisso nei miei pantaloni.
Io mi sentivo circondato.
“Ma che cazzo volete? Pazzi bastardi…”
Mi alzai e iniziai a correre.
Non so in quale direzioni ma corsi fino a quando non sentii il cuore saltarmi fuori. Ma cosa cavolo pensavano di fare quei due. Che scherzi di merda!
Pensai che era meglio ritornare nel mio angolo, dove avevo lasciato il mio letto incustodito. Due stracci e Polo, il mio fidato cagnolino. Avevo da raccontargli.. quanto era fuori il mondo. Io sono un povero ubriacone vagabondo ma non vado in giro a mettere paura. Come certi stronzi!
Alcune strade erano senza luce, mi sono abituato a girare nel buio e mi sento più al sicuro tra quelle vie che tra il giorno della città. Pieno di caos e gente che corre.
Stanco per la corsa, mi appoggiai su un muro sentendomi finalmente al riparo. Porca… ma chi caz…
Due occhi mi fissavano e io ..urlai.
Urlai come un disperato dalla paura e davanti a me rividi il tizio di prima.
Mi guardai intorno per vedere se trovavo qualcuno che mi potesse aiutare. Purtroppo ero solo e iniziai a sentire le gambe mancare.
Tremai.
L’uomo si avvicinava sempre di più ed io non avevo la forza per scappare. Basta. Pensai che forse il destino aveva segnato per me questo tipo di fine. Ucciso da uno psicopatico scappato da qualche clinica confondendosi tra le maschere di Halloween.
Nel momento che lo ebbi davanti vidi mia moglie urlarmi: “Te lo meriti brutto bastardo, schifoso. sei solo un ubriacone fallito.. “.
Le sue mani stavano per afferrarmi e chiusi gli occhi. Aspettavo la morte come un vigliacco. Dopo qualche secondo sentii solo freddo.
Dunque è questa la morte… un gelo che ti prende fino ad entrare nelle ossa e un senso di vomito che ti invade anche il cervello.
I pantaloni si bagnarono, sentii… odore di piscio che mi riportò al presente e aprii gli occhi.
Vidi solo un corpo entrare nel muro e ripetere … la mia bottiglia dove è la mia bottiglia.
Questa è una delle storie più assurde che ho vissuto dopo il mio matrimonio.. ora che la racconto nessuno mi crede ma fissano il vino che bevo ”Sei un ubriacone è normale che vedi cose del genere!”
Io intanto ogni volta che ci penso… risento quella puzza di paura.
LIBRI E RACCONTI EROTICI DAL GIAPPONE

Nakayama Chinatsu, Yamada Eimi, Hayashi Mariko, Hiruma Hisao, Uchida Shungiku, Hanamura Mangetsu, Kawakami Hiromi, Ieda Shoko, Minagawa Hiroko, Matsuda Shiori.
Dieci scrittori giapponesi si danno appuntamento in un libro, raccontando del piacere del sesso con giochi, cibo, nuovi incontri e perversione.
Il Giappone è famoso per l’erotismo che entra con naturalezza dentro le case, dove anche i più giovani crescono con la spontaneità del piacere.
Sex & Sushi vuole essere un piccolo esempio di quello che gli scrittori del Sol Levante possono regalarci, parole che portano al eccitazione non solo fisico ma mentale coinvolgendo il lettore con il sapore di una carezza oltre il proibito.
Ci sono dieci storie, diverse tra loro ma uguali per l’intenzione; questo libro è adatto non solo per chi ama la letteratura erotica ma anche per un lettore curioso che ha voglia di avvicinarsi a questo genere.
“… L’amore mi aveva rimbecillito. I miei compagni mi prendevano in giro perché avevo sempre la testa tra le nuvole. Ma a me non importava. Quel poco bastava a far sbocciare nel mio cuore un fossile imperturbabile. A scuola il mio corpo era privo di forze, regolarmente con le batterie scariche. E il cuore mi si ricaricava solo quando si collegava a Martha.
Chissà se anche lei si sentiva triste in assenza! Chissà se i capezzoli le si inturgidivano nel pensarmi” da Su un letto a due piazze di Nakayama Chinatsu.
La tigre e la neve

La magia è l’ingrediente di ogni film di Roberto Benigni. La magia delle parole.. dei sorrisi e della capacità di non perdere la speranza.
La trama vede un poeta distratto e felice nel suo caos, Attilio, che cerca di riconquistare sua moglie, interpretata da Nicoletta Braschi. Il loro matrimonio è simbolo del desiderio dell' essere umano che può essere raggiunto nel momento in cui non si perde la certezza dei propri sentimenti.
Durante la guerra a Bagdad, Vittoria avrà un incidente e il marito cercherà in tutti i modi di salvarla pur avendo ostacoli reali come la mancanza di medicinali.
Un personaggio che doveva avere una sua rilevanza era Fraud, poeta iracheno che ritorna nella sua patria; una figura saggia, metafora di tranquillità e sensibilità che a differenza di Attilio perde la fiducia e la voglia di vivere.
Il malessere del poeta iracheno viene notato poco .. e stupisce la scelta del suicidio. Non è colpa del grande Jean Reno ma della sceneggiatura che prevedeva un colore sbiadito intorno al nostro Fuad. Troppo sbiadito per essere visibile.
Il film lascia la voglia di non avere paura e di aprire la porta di casa… qualunque cosa accada ne è valsa la pena. L’importante è agire con il proprio cuore.
Il dolore è felicità perché con esso sentiamo di far parte del mondo!
Scheda del film:
Paese: Italia
Anno: 2005
Genere: commedia
Regia: Roberto Benigni
Soggetto: Roberto Benigni, Vincenzo Cerami
Sceneggiatura: Roberto Benigni, Vincenzo Cerami
Casa di produzione: Melampo Cinematografica, Post Media
Interpreti e personaggi :
Roberto Benigni: Attilio de Giovanni
Jean Reno: Fuad
Nicoletta Braschi: Vittoria
Emilia Fox: Nancy
Giuseppe Battiston: Ermanno
Fotografia: Fabio Cianchetti
Montaggio: Massimo Fiocchi
Effetti speciali: Franco Valenziano
Musiche: Nicola Piovani
Scenografia: Maurizio Sabatini
Eventi Roma

Conferenza stampa. 30 ottobre 2009 alle ore 11:00.
“Voglio scrivere di sesso solo per piacere, e non per denaro”, così Anais Nin scrisse al suo committente di racconti hard. E prima di lei anche Saffo, Sibilla Aleramo, Rita Mae Braown, Jeanette Winterson hanno usato spesso parole molto piccanti per scrivere quello che non potevano dire (o vivere).
Monica Maggi, nota scrittrice e giornalista, presenterà il suo corso di scrittura erotica. Strutturato in cinque giorni: 5-12-19-26 novembre e 3 dicembre.
Il programma prevede letture letterarie, quiz e esercizi di scrittura.
Saranno cinque appuntamenti per raccontare l’eros delle donne: Djuna Barnes (la bisessualità); Anais Nin (l’enfasi dei sensi); Pauline Reage (il sadomasochismo e i giochi erotici estremi); Emmanuelle Arsan (l’amore di gruppo e i limiti infranti); Sidonie Colette (transgender ante-litteram).
LIBRERIA GABI – VIA GABI 30/a
ROMA
06-70452499 info@libreriagabi.ti
http://www.libreriagabi.it/
Dedicato a te....
Sì, sì
Quando Dio creò l'amore non ci ha aiutato molto
quando Dio creò i cani non ha aiutato molto i cani
quando Dio creò le piante fu una cosa nella norma
quando Dio creò l'odio ci ha dato una normale cosa utile
quando Dio creò Me creò Me
quando Dio creò la scimmia stava dormendo
quando creò la giraffa era ubriaco
quando creò i narcotici era su di giri
e quando creò il suicidio era a terra.
Quando creò te distesa a letto
sapeva cosa stava facendo
era ubriaco e su di giri
e creò le montagne e il mare e il fuoco
allo stesso tempo.
Ha fatto qualche errore
ma quando creò te distesa a letto
fece tutto il Suo Sacro Universo.
Io sono molto più timida e riservata, approfitto del mio blog per condividere con voi una delle sue poesie che amo di più. Le sue righe sono un regalo per colei che ha sempre fatto parte del suo mondo così chiuso. La donna.
Enrico Brizzi ricalca le orme del leggendario pellegrino Sigerico lungo l’antica via Francigena e ci scorta con realismo a tratti suggestivo e inquietante, a tratti paradossalmente fiabesco, attraverso le mille miglia di ardui sentieri e splendidi paesaggi che si susseguono a colmare l’impervia distanza tra Canterbury e Roma. E che egli stesso ha stoicamente coperto solo pochi mesi fa in compagnia di un’improbabile truppa dipinta con affetto e leggerezza nelle pagine del romanzo.
Molta carne al fuoco, a partire dalle motivazioni che da sempre spingono l’uomo a intraprendere un cammino: ricerca di se stesso, fuga, ringraziamento, desiderio di evasione.
Brizzi non è interessato a stilarne una classifica su parametri di nobiltà, ed infatti tutti i personaggi che incontriamo hanno pari dignità e mai vengono sottoposti a giudizi di valore.
Seduce la figura di Elvio il Longobardo, giovane idealista mangiainsalata e imperdonabile filantropo per cui vivere è a priori un’esperienza “spaziale”, persino laddove imponga ruoli da runner di redazione.
Intrigano i silenzi di Galerio, fotografo superstizioso alla ricerca di se stesso le cui scamosciate ultraleggere da maratona e la lunga chioma da corsaro contribuiscono a restituirne un’immagine mitica, quasi sfuggente; uno di quelli per cui “il problema è sempre un altro”, totalmente allergico a mappe e cartine e assente nella presenza come solo i fotografi sanno essere…
Costringono a sorridere ed inteneriscono le genuine impennate di Leo Pagani, fabbricante di tritacarne e utensili da cucina cinico e pragmatico, in fuga dai fantasmi cinesi e sempre pronto a sputare improperie impastate con il fumo spesso delle Lucky Strike.
A pilotare la ciurma il nostromo, il narratore in seconda persona cui viene affidato il ruolo di leader silenzioso ma non troppo. Solo a poche pagine dalla fine Brizzi ci svela i motivi del suo pellegrinaggio e suggerisce la metafora del viaggio come ringraziamento, come inno alla vita sobrio ma profondo, forse laico perché l’essenza è nel gesto e nell’atto in sé e non nel destinatario.
Difficile leggendo il romanzo non tornare con la mente a Stand By Me (R. Reiner, 1986), film in cui la macchina da presa dipinge magnificamente quattro adolescenti americani alla ricerca del loro passaporto per l’età adulta.. “Sempre pronti a partir dove chiama il destin”, recitava la vecchia marcia di guerra…
Infine Bern lo Svevo, il pellegrino dalle braccia di inchiostro che “appare all’improvviso come il folle guardiano che custodisce il senso di tutti i viaggi”. I suoi occhi glaciali, il suo fanatismo, la sua intransigenza e i suoi gesti folli inquietano e fanno rabbrividire; la sua ingenua purezza e l’ombra della sue sofferenze colpiscono al cuore. Sono i suoi repentini cambi d’umore a turbare l’animo del lettore e a costringere i compagni di viaggio ad aprire una nuova finestra sul mondo, a guardare e a guardarsi con occhi diversi.
Le tensione narrativa si accumula man mano che il gruppo affronta i sentieri alpini: mentre gli azzurri di Lippi sferrano l’assalto alla Coppa per antonomasia, la truppa scruta dalle pendici l’imponente e minacciosa sagoma del Gran San Bernardo. E sale. La quota altimetrica aumenta inesorabilmente, nuovi pellegrini affollano il percorso, l’ossigeno nell’aria diminuisce…
Quando ci ridestiamo il viaggio è già concluso.
Ci sembrerà di scorgere Leo in trincea già dalle prime luci dell’alba e forse lo sentiremo imprecare contro il mondo come un forsennato… Elvio tornerà in redazione, o forse no. Il nostromo batterà sentieri per i suoi tre figli e Galerio se la caverà, perché uno come lui se la cava sempre. Ciascun lettore riporrà “Il pellegrino” e tornerà ai propri impegni, perché tutti i libri una volta letti finiscono a prender polvere su qualche scaffale. È giusto così.
Brizzi è ormai un uomo maturo e consapevole: sa che la Bibbia è già stata scritta, sa che l’uomo è per natura poco incline ad ascoltare prediche e sa che “la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio…,se non può più dare il cattivo esempio”.
Pone questioni importanti, con garbo e leggerezza. Ci invita a sgomberare la mente da ogni pregiudizio e a non fermarsi mai alle apparenze; ci stimola a liberarci dallo scetticismo e dalla paura che ci assale ogni qual volta ci troviamo di fronte al “diverso”, a qualcosa (o qualcuno) che esuli dai nostri schemi mentali e venga a minare le nostre certezze. Allo stesso tempo ci allerta ad esser vigili e a cercare la verità senza farcela imporre, perché il male può celarsi anche dietro l’integerrima divisa di capo boyscout. Ci suggerisce il dialogo e la conoscenza , perché dietro ogni volto, persino quello agghiacciante di Bern, c’è una storia che forse merita di essere ascoltata. L’autore sa che Brigida fa inesorabilmente rima con frigida, e si diverte a porci il tranello. Sta a noi non cascarci!
E poi c’è il perdono: “Quando sbagliano, gli uomini non hanno bisogno di un’altra punizione , ma di una mano che li aiuti a risollevarsi”. Il pensiero di Bern assieme alla figura tenera e rassicurante di padre Martin continueranno a ronzare nelle nostre orecchie e a sussurrarci parole di comprensione. Operazione lecita, quella di Brizzi? Crediamo di sì…
Infine, un invito sottile all’autointrospezione: in tutti noi c’è un bambino ingenuo, un commerciante scettico, un fotografo distratto. E un pellegrino misterioso, che angoscia e spaventa ma con il quale dobbiamo avere il coraggio di fare i conti. Ognuno invoca il proprio spazio, richiede attenzioni. A volte Leo strilla troppe forte, e diventiamo precipitosi. Elvio si indigna, e ci blocchiamo. Bern ci tenta, e fingiamo di ignorarlo. Trovare il NOSTRomo significa in primo luogo diventare consapevole di quanti siano gli inquilini del nostro palazzo, di quanto essi siano diversi, confusionari, caotici. E poi, aiutarli a comunicare tra loro, con reciproca considerazione e rispetto. Facile a dirsi, difficile a farsi. Ma, suggerisce Brizzi, se ci riescono Elvio e Leo c’è da essere ottimisti!
Scritto per noi da NiK
NOTIZIA FLASH
E’ stato scritturato il nipote dell’epico Elvis Presley… un altro prodotto della Universal che venderà milioni di dischi (speriamo per loro!) grazie al cognome e a sua madre, Lisa Marie Presley.
Ben Presley ha solo diciassette anni e intenzioni serie… noi non vediamo l’ora di ascoltare il suo primo singolo senza troppe pretese.
Si sà che Elvis è stata una leggenda e non possiamo chiedere al neo cantante di esserne all’altezza.
Il suo primo album sarà tra i scaffali dei negozi il prossimo anno. Nel 2010. Il primo dei cinque che prevede il contratto firmato con la casa discografica… una scommessa forse un po’ azzardata!
STAGE. Amii Stewart

IN ESCLUSIVA PER VOI DALLA MOVIE MACHINE!
Sono aperte le iscrizioni per lo stage con Amii Stewart una delle più importanti e affermate interpreti canore a livello nazionale e internazionale con l assistenza SPECIALE DEL grande TIMOTHY MARTIN!
Lo stage si terrà il 25 ed il 28 Novembre a Roma dalle ore 16:00 alle 20:00 per un totale di 8 ore di lezione, durante le quali verranno trattati i seguenti argomenti:
- Conoscenza degli organi fonatori e le loro funzioni: La laringe (le corde vocali), la faringe, l'ugola, il palato molle, la lingua, la cavità nasale, la testa, l'orecchio.
- Arte del Respiro:corretto utilizzo del diaframma e dei muscoli addominali per meglio sfruttare le proprie capacità respiratorie e applicare il tutto alla voce cantata.
- Postura nel canto: la corretta posizione del nostro corpo, che deve essere sicura e rilassata, permette al suono di defluire in modo naturale ed efficace.
- Articolazione o maschera facciale: imparare le corrette aperture della bocca per favorire le giuste risonanze all'interno della nostra testa e di conseguenza l'ottenimento di una voce più pulita, intensa e dinamica.
- Interpretazione: come valorizzare il testo e l'arrangiamento con la gestione della vocalità e la gestualità originando un crescendo non solo vocale.
- Come personalizzare l’interpretazione di un brano.
Lo stage è a numero chiuso, verranno selezionati 15 artisti tramite un provino con un esperto di musica.
Per partecipare allo stage inviare Cv e foto e recapito telefonico, all'indirizzo: moviemachine@hotmail.it
Per chi è interessanto, può visitare il seguente link:
http://www.facebook.com/home.php#/event.php?eid=309240285453&ref=mf
Movie Machine
21 ottobre 2009
Il vecchio e buon cinema italiano

Film del 1974 di Dino Risi, con la fantastica interpretazione di un Vittorio Gassman che rapisce lo spettatore dalla prima scena. Un attore della vecchia scuola che ha lasciato un grande vuoto, ora possiamo accontentarci di Filippo Timi, Kim Rossi Stuart.. o di Alessandro Gassman che in eredità ha ricevuto dal padre la forza e la passione della comunicazione espressiva.
Difficile il paragone con Vittorio, il quale con Profumo di donna ha ricevuto il premio per la migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes del 1975.
Giovanni è un giovane studente che conosce poco della vita e delle realtà che essa nasconde, Fausto lo porterà a vedere senza la necessità degli occhi e a capire come è realmente un uomo.
Un essere fragile che nasconde la paura con l'arroganza e l'aggressività; l'animale che si sente in pericolo e indifeso, tira fuori le zanne per allontanare ciò che teme di più. Vittorio Gassman usa uno sguardo fiero di un cieco impaurito, che deve sempre dimostrare di non avere bisogno di nessuno. Soprattutto dell'amore di una ragazza, Sara, la quale non si arrende ai rifiuti del capitano. Simbolo della donna che ama e che sa aspettare, dove il sentimento non ha muri ma solo speranze.
Un film da non perdere ma da vedersi in buona compagnia con un bicchiere di vino e tanta voglia di emozioni.
Roma & Teatro

Fino al 8 novembre è in scena Cyrano de Bergerac al Teatro Argentina di Roma.
Cyrano è un gentiluomo dai modi cortesi ed eleganti, colto e sensibile; sarebbe l'amore perfetto per la giovane Rossana se non fosse per un particolare, l'enorme naso.
Come dare colpa alla bella ragazza se cerca tanta sensibilità dentro un corpo come quello di Cristiano. Il tipico bell'imbusto ma stupido.
Cyrano de Bergerac è il simbolo di indipendenza e libertà, dell'autentica bellezza, quella che non conosce rughe o capelli grigi. Il puro sentimento. Le parole gentili e il coraggio di essere quello che si è.
Cyrano incanta tutti noi con il suo dolore, per non essere “perfetto” agli occhi dell'amata.
Interpretato da Massimo Popolizio, in un'atmosfera povera e minimalista dove l'attore influenza la scenografia con la forza della parola.
Autore: Edmond Rostand
Regia: Daniele Abbado
Regista assistente: Boris Stetka
Compagnia/Produzione: Teatro di Roma
Scene e Costumi: Graziano Gregori, Carla Teti
Coreografie: Simona Bucci
Maestro d'armi: Francesco Manetti
Assistente Maestro d'armi: Valentina Calandriello
Orari: Ore 21,00
Giovedì e domenica ore 17:00
Lunedì riposo
Giovani Artisti italiani


Giovane molisano che abbandona la facoltà di giurisprudenza per dedicarsi completamente alla pittura, sua unica grande passione.
Con il suo stile Espressionistico e informale, Cristiano Battista è riuscito a farsi notare vincendo premi di prestigio.
Nel 2000 riceve il premio acquisto alla rassegna di Venturina, quella dedicata alla commemorazione di Corradino D'Ascanio a Popoli.
Nel 2001 gli viene consegnato una targa d'argento alla Mostra internazionale “Premio Sulmone” e nello stesso anno partecipa alla rassegna d'arte Contemporanea nel Comune di Cassino.
Il critico d'arte Leo Strozzieri lo invita a partecipare alla rassegna “Operazione Controguerra” (2002) Museo Internazionale della Mail Art del Comune de L'Aquila e nel 2003 parteciperà alla Rassegna Internazionale d'arte Basilica di Collemaggio, Pinacoteca d'arte Contemporanea Comune di Prata d'Ansidonia. Rassegna d'arte Contemporanea, Galleria Comunale “Il Pozzo”, Isernia.
Ogni anno Cristiano Battista è protagonista delle rassegne più importanti della nazione e il 24 giugno ha contribuito alla Mostra collettiva di beneficenza per aiutare l'Abbruzzo.
Ricostruiamo l'Abbruzzo attraverso l'arte ha visto partecipare molti maestri come Antonio Tamburro, Manovella, Marco Tamburro, Pier Paolo Bandini e Karenina Fabrizzi. In collaborazione con SestoSenso Art Gallery di Roma.
Ginseng in Tazza Grande
Non sapeva cosa le sarebbe aspettato dentro quel posto con luce soffusa, musica allusiva e dell'eco. Quell'eco di voci che più avanti le sarebbe appartenuta. Mano nella mano con Lui.. la trascina come un trofeo. Tutti la dovevano guardare, ammirare e ambire. Poteva essere per pochi o per tutti.
Con gli occhi di nebbia soffusa faceva spazio alla visione, riusciva intravedere uomini, coppie, donne vestite come lei... o meglio corpi nudi.
Le sembrava di assistere a una danza, dove ognuno ballava il proprio ritmo ma non sapeva come, la musica era la stessa. In ogni angolazione, ovunque lei volgeva lo sguardo.
Mentre era presa da quello scenario, sentiva mani su di lei ma non gli diede subito peso pensando che era la sensazione di quello che vedeva. Si accorse della realtà di quei tocchi solo quando venne trascinata nella stanza dalle luci rosse.
Lui dove era? Lì.. vicino a lei. Le bastò il suo sguardo per capire che non erano soli. C'erano altri uomini, altre donne.. forse gli stessi del ménage di prima.
C'era chi voleva la sua … e chi le prendeva la mano per …
Lei chiuse gli occhi e si lasciò andare al tocco di Lui... Lui che otteneva sempre da lei ciò che voleva. Adesso sì che sapeva cosa le aspettava.
Si muoveva come un'onda dell'alta marea, non faceva annegare i suoi naufraghi ma li trascinava con sé. Anche solo guardarla faceva venire voglia. Era strumento da suonare: uomini che la possedevano. Era direttore d'orchestra: uomini che possedevano altre donne.
Lui la guardava, osservava e vedeva il suo sudore evaporare, diventando essenza. Profumo che inebriava le loro narici. Si accorse che riusciva anche a fottersi le loro menti perverse e le donne si ubriacavano di lei ma quando passava la sbronza, provavano invidia. Tutti avvertivano che lei aveva qualcosa in più.
Finita la sua opera d'arte lei si rivestiva di vergogna e compiacimenti altrui. Si rigirò verso di Lui che le sorrise.
Lì.. solo lì.. sentiva che Lui l'amava.
Come lei usciva da quella camera c'era chi provava a sedurla nuovamente ma come il gioco finiva, lei ritornava donna. Perchè così Lui la voleva.
I libri della piccola biblioteca

Un gioco che si fa da piccoli, proseguire una storia inventando personaggi e lieto fine. Questa volta Isabelle Allende non solo immagina il seguito ma descrive gli anni dell’infanzia e adolescenza del nostro eroe.
Nei fumetti e nei racconti, nei film e nei cartoni animati conosciamo le sue avventure sottolineate dalla “Z” che simboleggia il suo coraggio... però chi è stato Zorro nei tempi in cui non era costretto a portare la maschera e come mai sappiamo poco e nulla del suo passato?
La scrittrice sud americana ha deciso di dare a Diego la possibilità di farsi conoscere ma la voce narrante sarà quella di Isabel, non solo un’amica del piccolo protagonista ma anche un’ alleata fedele del temerario Zorro. Al di là dei colpi di spada e lo sguardo di un’amante.
Il libro cerca di sperimentare la fantasia che ognuno di noi porta con sé, vivacizzando le sfumature con leggende come il passaggio dell’essere adulto di un pelle rossa e la ricerca del suo nome indiano; il luogo segreto dei pirati e la stessa amicizia che lega i nostri personaggi.
Lettura consigliata a chi non si limita ad un racconto realista e formale bensì cerca di spronare l’immaginazione e oltrepassare i confini. Giocando con noi a quello che potrebbe essere accaduto.
Questi sono solo alcuni dei libri che testimoniano la dote di Allende nell' usare la penna come mezzo di trasporto per un mondo con personaggi pieni di fascino e carismatici.
Isabel è stata anche una nota giornalista con carattere forte e determinato, una donna che non si è mai fermata davanti alle apparenze bensì osserva con sensibilità i contorni.
Buona lettura e appuntamento al prossimo mercoledì con un altro racconto!
Notizie Flash. Roma Eventi.
Fino al 1° novembre durante l’evento Macro possiamo percepire la drammaticità, l’energia e la velocità che sono spunto della mostra.
Il palcoscenico di questo avvenimento rimane come ogni anno Roma (sede:Via Reggio Emilia 54).
Dal 13 ottobre fino al 10 Gennaio 2010 è possibile imbattersi nelle seguenti esposizioni:
Roommates: Goldiechiari / Nicola Pecoraro
Marcrowall: Alessandro Pessoli
Gino Marotta
CEDAV-MACRO: Enrico Prampolini
Macroradici del Contemporaneo: Cesare Zavattini Inedito
Per informazioni sui prezzi del biglietto e orari: tel. 060608
oppure potete visitare www.macro.roma.museum
20 ottobre 2009
Eventi consigliati per noi...
21/10/2009
Milano. Galleria Zamenhof. Giuseppe Orsenigo. Le alchimie del sogno.
Miano. Galleria Zamenhof. Laura Lessio/Patrizia Murazzano. De Structura.
Roma. Trastevere 259. Bruna Esposito/Annie Ratti. Interior
Roma. Galleria Contemporanea. Lara Pacilio. Il drago nel corpo. www.contemporanearoma.org
Roma. Galleria Michelangelo. Vanni Spazzoli. Umano e disumano. Dal segno alla Pittura.
Torino. Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Indagini di un cane. Opere dalle collezioni Face.
22/10/2009
Firenze. Galleria San Gallo Art Station. Gianni Dorigo. Il pianeta delle tempeste
Milano. Dynamo Art Club. Giovanni Rosazza. Momenti e Pensieri. www.dynamo.it
Milano. PAC Padiglione d'Arte Contemporanea. Love Design. www.comune.milano.it/pec
Milano. Sedi Varie. Milano design-in-the-city press@designpartners,it
Milano. Movimento Arte Contemporanea. Transfiguration
Milano. Galleria Arte Borgogna. Spazi di Confine. Spazi di Conflitto.
Padova. Anfiteatro Arte. Gianfranco Pardi. Una forma del pensiero. www.anfiteatroarte.com
Roma. Palazzo delle Esposizioni. Calder. www.palazzodellesposizioni.it
Roma. Isaola Tiberina. Doug Aitken. Frontier. www.isolatiberina.it
Roma. Accademia di Romania. Ileana Florescu. L'Umana Sintesi
Torino. Galleria Davico. Claude Jammet. Hortus conclusus.
23/10/2009
Firenze. Var Art. Domenico Lo Russo. Un'antologia del presente varart@tin.it
Firenze. Museo Horne. Il paesaggio disegnato. John Constable e i maestri inglesi nella raccolta Horne.
Lucca. Fondazione Ragghianti. Robert Cahen. Passaggi. Video-installazioni 1979-2008
Padova. Padova Fiere. Auto e Moto d'Epoca 2009. www.padovafiere.it
Padova. Galleria Civica d'Arte Contemporanea. Scultura Futuristica 1914-1944. Omaggio a Mino Rosso
Palermo. Teatro Nuovo Montevergini. Stefan Koppelkamm. Ortszeit. Ora locale.
Roma. Biblioteca Roma borghesiana. A tavola con l'Arte
Roma. RGB46. Flatlandia. www.rgb46.it
Torino. Galleria Mazzoleni. Oltre la pittura. www.mazzoleniarte.it
Torino. GAM Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea. Il Teatro della Performance.
Torino. GAM Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea. Pietro Giacomo Palmieri
24/10/2009
Bagheria. Drago Arte Contemporanea. Work in progress 2009 www.drago-arte.it
Conigliano Calabro. Loft Gallery. Mario Loprete. Talkin' about girls. www.loftgallery.it
Gambettola. Fabbrica. Anton Roca. Opera 1984-2008 www.angelograssi.it
Lugano. Museo Cantonale d'Arte. Guardami. Il volto e lo sguardo nell'arte 1969-2009
Milano. Spazio Papel. Giovanni Robustelli. Pinocchio..odor di legno.
Napoli. Area 24 Art Gallery. Fotografie. www.drart.it
Napoli. Officina Creativa Lineadarte. Today Mater Lux.
Parma. Palazzo Pigorini. Silvano De Pietri. ALtalenando eventimostre@comune.parma.it
Ravenna. Mar Museo d'Arte della Città. Eugenio Carmi/Germano Sartelli.
Roma. Centrale Ristotheatre. Sandro Cellanetti. Sceneggiatura dei ritmi.
Torino. Villaggio Olimpico. Arte in luce 2009.
25/10/2009
Fermo. Monja Ercoli Arte Contemporanea. Alberto Marian. Ex Fine.
Monopoli. Castello Carlo V. Jan Saudek/Riccardo Mannelli. Teneri barbari.
Roma. White Cube al Pigneto. Fabrizio Dell'Arno. Do ut des Roma.
26/10/2009
Milano. Galleria Artra. Gianluca Capozzi. Frame Store.
Milano. Palazzo Clerici. L'Altopiano delle Nevi.
Padova. Tavolo dell'Architettura. Premio Internazionale di Architettura Barbara Cappochin 2009
Roma. Palazzo delle Esposizioni. Astri e particelle. Le parole dell'universo.
27/10/2009
Firenze. Casa Buonarroti. La Madonna di Bruges. www.casabuonarroti.it
Milano. Triennale Palazzo dell'Arte. Olivo Barbieri. Site specific Milano 09 www.triennale.it
Padova. Palazzo della Ragione. Zaha Hadid padovacultura.padovanet.it
22esima Edizione degli EUROPEAN FILM AWARDS
L’addetta all’ufficio stampa ha gentilmente voluto informarmi sulla consegna del Premio per la Co-Produzione Europea – Prix Eurimages che si terrà a Dicembre a Bochum, Germania.
Siccome non posso rimanere indifferenti nei confronti dei miei lettori, vi riporto quanto letto:
I vincitori della la terza edizione del Prix Eurimages, un premio che va a riconoscimento dell’importanza delle co-produzioni nell’industria cinematografica europea, sono stati annunciati sabato a Roma nel corso di un pranzo ufficiale che si è tenuto nell’ambito del “New Cinema Network” e al quale hanno preso parte numerosi esponenti dell’industria cinematografica.
Il Prix Eurimages andrà quest’anno a due importanti produttori che hanno unito i loro sforzi per promuovere e sviluppare il cinema europeo: Diana Elbaum e Jani Thiltges – due nomi particolarmente significativi nel panorama delle produzioni internazionali a capo, rispettivamente, di due riconosciute case di produzione, Entre Chien et Loup in Belgio e Samsa Film in Lussemburgo. Diana Elbaum e Jani Thiltges hanno inoltre fondato insieme a Patrick Quinet, Sébastien Delloye e Claude Waringo la Liaison Cinématographique, una casa di produzione con sede a Parigi.
Insieme, attraverso queste diverse strutture, hanno co-prodotto film di rilievo di Sam Garbarski, Lucas Belvaux, Mahamat-Saleh Haroun, Pierre Paul Renders, Lisa Azuelos, Marina de Van oltre che di Nathalie Borgers, Jacques Doillon, Nabil Ben Yadir, Frédéric Fonteyne, Jeanne Labrune, Flora Gomes, Amos Kollek, Wang Bing, Ben Sombogaart, Teona Mitevska, Faouzi Bensaïdi, Antonio-Pedro Vasconcelos, Peter Brosens e Jessica Woodworth.
Fin dalla fondazione della sua casa di produzione Entre Chien et Loup nel 1989, Diana Elbaum ha prodotto svariati film – di fiction e documentari – che oltre a vincere importanti riconoscimenti sono stati acclamati dai critici di tutti i continenti. Dal 1999 lavora con Sébastien Delloye insieme al quale ha prodotto circa 30 film. Nel 2008, Diana Elbaum è stata co-fondatrice di una nuova casa di distribuzione in Belgio, la Dream Touch Pictures. Diana Elbaum è fin dal 2006 tra i membri più attivi dell’EAVE. Laureata alla New York University, attualmente vive a Bruxelles.
Laureato all’INSAS di Bruxelles, Jani Thiltges è tra i co-fondatori della Samsa Film in Lussemburgo nel 1986. Insieme al produttore Claude Waringo, si è guadagnato una solida reputazione nell’ambito della produzione di film di qualità e vanta al suo attivo un listino di circa 40 film. Jani Thiltges è Presidente dell’EAVE Programme. Nel 2004, è stato decorato dal Granduca del Lussemburgo per la sua attività in ambito cinematografico.
Il Premio per la Co-Produzione Europea - Prix Eurimages sarà consegnato nel corso della cerimonia di premiazione degli European Film Awards a Bochum (Germania), Sabato 12 Dicembre 2009.
La Settimana della Lingua Italiana.
L’Italia è si è sempre mostrata sensibile nei confronti delle esigenze e difficoltà degli stranieri arrivati con una borsa piena di speranza; infatti conosciamo molte Associazioni che cercano di coinvolgere i cittadini italiani e stranieri con mostre ed eventi.
Dal 18 al 24 ottobre 2009 è stata indetta la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo organizzata dall’Istituzione Biblioteche di Roma in collaborazione con il Comune di Roma.
Il calendario propone:
Per il programma dettagliato degli incontri, consiglio di visitare il sito: http://www.blibliotechediroma.it/ oppure: http://www.comune.roma.it/
14 ottobre 2009
Concorsi letterari: fidarsi o no
Onore e gloria. Denaro. Soddisfazione personale. Visibilità. A volte un lavoro.
Se intendete gettarvi anche voi nella selva con un prodotto inedito o meno, fate attenzione nel distinguere la specifica “vocazione” dei vari bandi in commercio, prima di perdere i sacri diritti sulla vostra creatura. Non tutti, infatti, offrono (anche se a volte promettono) tutti questi vantaggi. Al contrario.
Ora come ora sembra che ogni angolo dimenticato di mondo abbia il suo personale concorso letterario, indetto magari dalla bibliotecaria del paese e dalla nonna del sindaco. Giuria? Il lattaio, l’edicolante, lo spazzacamino e il maniscalco. La premiazione diventa una saga di paese, con annessa banda parrocchiale e grigliata mista. Beh… se non altro avreste rimediato una salsiccia. Ma non mi pare che i generi alimentari figurino nell’elenco di cui sopra, affianco a soldi e visibilità… In ogni caso abbiamo digitato per voi prima “concorsi letterari”, poi “premi letterari”, per trovare rispettivamente 209.000 e 104.000 voci. Se ve lo state chiedendo utilizzare l’una o l’altra espressione è per alcuni irrilevante, ma per amor di verità diremo che una differenza tra i due esiste: per partecipare ai primi si inviano testi inediti, mentre con i secondi si premiano opere già pubblicate.
Avete visto quante voci? E dire che i premi letterari che contano davvero in Italia sono solo cinque. Il Bagutta, il Viareggio, il Premio Strega, il Premio Bancarella e il Campiello. Ma per parteciparvi è necessario essere fregiati del marchio di una casa editrice importante. Ma se nessuno conosce il vostro libro come farete a evitare il secco rifiuto (o peggio la grassa risata) di Mondatori, Feltrinelli e compagnia? Con i concorsi letterari, no?
Ma torniamo a bomba. Di una targa i più non se ne faranno niente. Di 500 € magari sì, ecco, ma a costo che la propria opera non venga lasciata a prendere polvere in qualche magazzino, altrimenti avreste fatto bene a leggerla ai vostri nonni durante la recita di natale. Almeno avrebbe ricevuto qualche apprezzamento; e i diritti, sottoforma dei soldini per il gelato. Ma ecco che slittando tra un blog e l’altro peschiamo un commento che calza a pennello. Il nostro amico racconta di aver partecipato al concorso letterario “Racconti nella Rete” con un prodotto a suo dire scadente. Senza, quindi, grandi pretese, ha inviato il testo, e racconta così la sua esperienza: “La cosa che, però, mi ha lasciato molto perplesso è che il racconto di un altro partecipante, una delle cose oggettivamente (per quanto possibile) più belle che abbia mai letto in vita mia (e non era solo la mia opinione), non sia risultato tra i (ben) 25 vincitori (che hanno ottenuto la pubblicazione in una raccolta edita da Newton & Compton). Certamente i giudici (della cui buona fede non ho alcun motivo di dubitare) avranno applicato il proprio gusto personale agli scritti selezionati, ma è proprio questo il punto: quanto ha senso un concorso letterario, premesso che alla fine, escluso il materiale giocoforza scadente, tra tutti gli altri lavori (almeno) buoni è solo il gusto personale di chi legge a fare la differenza?”
E questa, miei cari, era l’unica cosa che avevamo tralasciato. Chi, tra voi, ha mai prestato attenzione alla giuria, se non quando nella rosa spiccava un nome talmente illustre da essere più e più volte ripetuto nella google-ricerca? “Beh, avrete pensato, se non è il lattaio è il maniscalco, no?” Ma anche tra lattai e maniscalchi può esservi una convergenza di vedute, e se questa va nella direzione opposta alla vostra allora o siete lo spazzacamino (e quindi fate di diritto parte della giuria), oppure la vostra opera ne andrà penalizzata. Non vi resta che cambiare lavoro. Intanto però andatevi a vedere questo concorso letterario e la presentazione di Aldo Moscatelli. Almeno è onesto.
Se volete potete tentare l’esperimento della pubblicazione fai da te, lasciando i concorsi letterari a che d’affari non se ne intende.
Ginseng in Tazza Grande
(scritto per noi da Rimmel)
13 ottobre 2009
Roma Film Festival
FoFu Phot'Art
II 10 ottobre è stato inaugurato il FOFU Festival e durarà fino al 1 novembre.
Vi invito a non perdere questa mostra, caratterizzata da un ambiente misto di modernità e tradizione.
In modo sintetico vi presentiamo gli autori e le loro opere.
Opera presentata alla manifestazione: "Tilt" dove ritrae tra le strade di New York curiose visioni cittadine.
Opera presentata alla manifestazione: "Inside Africa".
Javier Tles, giovane promettente fotografo spagnolo.
Opera presentata alla manifestazione: "Vias" lavoro composto da una serie di edifici abbandonati appartenuti alla borghesia catalana.
Opera presentata alla manifestazione: "Offshore oil drilling: in Alaskal" reportage attinente all'estrazione del petrolio in Alaska. Dove viene evidenziato il contrasto della natura e la sua grandezza con l'arroganza umana, un dettaglio rilevante per la sensibilità di La Marca.
Opera presentata alla manifestazione: "Self Portraits", raccolta di autoritratti. Il fotografo riamane fedele alle tecniche tradizionali di stampa.
Stefano Giogli. Nato a Città di Castello (PG). E' il vincitore delle selezioni FOFU phot'art.2009 con il lavoro " Riva".
Il suo lavoro viene descritto dall’autore come "La dolcezza rude del lago come cornice e sfondo d'immense individualità che diverse ed uguali scrutano l' OLTRE, ognuna proveniente da un irripetibile passato. Ed ora, proprio qui, vivono l'attimo eterno, qui sul ciglio dell'abisso, immerse nel mistero di relazioni vitali cercate, vissute, sperate".
FOFU phot'art:
12 ottobre 2009
Marguerite Duras
Nel 1937 troverà impiego al Ministero delle Colonie in Francia e dopo due anni inizierà la sua collaborazione per alcune case editrici. La sua carriera non si limiterà al campo editoriale ma la troveremo a vestire i panni di giornalista e regista.
Forte ma sensibile, debole e sincera. Un'artista che combatte esteriormente ed interiormente per la verità dei sentimenti. Il suo obiettivo non è prestabilito, segue solo l'istinto della malinconia. Per Marguerite non c'è amore senza il dolore e l'abbandono.
Bibliografia. Il dolore. Moderato cantabile. Il vice console. Testi segreti. Occhi blu capelli neri. La vita materiale. Emily L. Il rapimento di Lol V. Stein. Giornate intere tra gli alberi. La pioggia d'estate. Il marinaio di Gibilterra. L'amante della Cina del Nord. Yann Andréa Steiner. Scrivere. L'amore.
Eventi
Mostre dal 14/10 al 20/10
14/10/2009
Genova, Palazzo Doria Spinola – Prefettura. Giacomo Traverso. www.palazzospinola.it
Milano, MC2 Gallery. Kilohertz –Kfork. Kilohertz for Kusterle. www.mc2gallery.com
Roma, Changing Role. Nunzio Martino. La leggerezza del respiro. www.changingrole.com
Roma, Galleria Ugo Ferranti. Scatto. Ciak. B/N www.galleriaferranti.it
15/10/2009
Firenze, Fortezza da Basso. Festival della Creatività. www.firenze-expo.it
Milano, Fabbri Contemporary Art. Christiane Beer. Ortzeit. www.fabbricontemporaryart.it
Modena, Cafè Livre. Davide Martinazzo. Meraviglia di Morfeo.
Torino, Galleria Giampiero Biasutti. Sandro De Alexandris. Il Velo dell’aria.
Vicenza, Lamec – Basilica Palladina. Osservatorio 1. Juan Carlos Ceci.
Vicenza, Lamec – Basilica Palladina. Osservatorio 2. Hubert Kostner.
16/10/2009
Bolzano, Galleria Goethe 2. Simone Pellegrini. I contorni del sentire. www.goethe2.191.it
Milano, Galleria Dep Art. Omar Galliani. Apri gli occhi… chiudi gli occhi. www.depart.it
Roma, Galleria delloro. Andreas Zingerle. La forma interiore. www.galleriadelloro.it
Roma, Embrice. Vittorio Giusepponi. Maleducata per definizione.
Torino, Galleria Mar & Partners. Andy. Cocktail. www.mar-partners.com
Venezia, Galleria Anti. Paolo Patelli. Pittura povera degli anni settanta. www.antigallery.it
17/10/2009
Milano, Galleria Carla Sozzani. Javier Vallonrhat. Acaso. www.galleriacarlasozzani.org
Roma, Complesso monumentale di Santo Spirito in Saxia. Antiquari nella Roma Rinascimentale.
Savona, Studio d’arte La Fortezza. Guacomo Lusso. Primo Alfabeto. www.artefortezza.net
18/10/2009
Lodi, Zero.Otto. Un’idea di donna. www.galleriazerootto.it
19/10/2009
Milano, Artgallery. Premio Artgallery. www.associazioneartgallery.org
Venezia, Unesco-Pallazzo Zorzi. Galileo, Venezia e la Luna. veniceoffice@unesco.org
20/10/2009
Milano, Associazione Culturale Renzo Cortina. Patrizia Incerti. Ritorno dal nulla.
Roma, Lipanjepuntin Arte Contemporanea. Antonio Riello. Acriter et Fideliter.
11 ottobre 2009
Paolo Nutini
Come non rimanere piacevolmente colpiti dalla voce di Paolo Nutini, un giovane cantautore che, a soli 22 anni, è uno dei volti più noti nella musica mondiale.
Paolo Giovanni Nutini nasce a Paisley (Scozia) il 9 gennaio del 1987. Tra gli artisti che lo hanno maggiormente influenzato troviamo: Oasis, The Beatles e David Bowie.
Nel 2003 conquista il pubblico durante un'esibizione negli studi della BBC, chiamato per la premiazione di David Sneddon.
A 17 anni si trasferisce a Londra dove trova il successo grazie ad internet. I suoi brani sono tra quelli più scaricati ed l'Atlantic Records, major casa discografia, viene a conoscenza della sua voce. Del suo stile originale e fresco.
Successi noti: New Shoes (These Streets); Candy e Coming up easy (Sunny Side Up).
Paolo Nutini ha iniziato il suo tour mondiale e arriverà anche in Italia. Sotto le città con le date dei concerti.
Roncade (TV) Martedì 24 Novembre - New Age
Milano Giovedì 26 Novembre - Alcatraz
Un canto zingaro

10 ottobre 2009
Nuovi eroi dell'arte italiana


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Ultimamente sono stata invitata al vernissage del pittore Pier Paolo Bandini, tenutosi al Sesto Senso Art Gallery di Roma. Ero in ottima compagnia, le mie amiche di sempre, con la quale ho potuto condividere una scoperta piacevole. Si parla molto di arte contemporanea e assistiamo quotidianamente alla nascita di opere scontate che vogliono solamente “aggredire” il pubblico comune. In Pier Paolo Bandini ho riscontrato un' artista pieno di energia, percepibile dalla tecnica e dalla scelta di colori. La galleria era invasa da un clima particolare, i soggetti dei quadri trasmettevano forza e passione e vita.
Consiglio di seguire la mostra che si concluderà il 10 novembre e per chi vuole conoscere Bandini seduto comodamente davanti al suo pc, può visitare il sito: www.pierpaolobandini.it
La piccola libreria consiglia

Lo Zen e l'arte della spada. Il termine Zen deriva dal cinese Ch'an, che significa meditazione. Introdotto in Cina da Bodhidarma nel 527 d.c., arrivò in Giappone nel XII sec. per divenire la religione dei samurai.
Il Buddhismo Zen è fondato sulla esperienza e la pratica; il suo scopo è quello di aprirsi alla realtà e verità. Noi occidentali siamo lontani a capire questa corrente, la nostra concentrazione sarebbe ostacolata continuamente dai pensieri, pregiudizi, riflessioni ed emozioni. Per un seguace dello Zen è fondamentale una mente libera per unirsi allo spirito e trovare l'illuminazione.
Lo Zen e l'arte della spada è un libro composto da tre saggi: Fudōchishinmyōroku (La testimonianza segreta della saggezza immutabile; Reirōshū (Il tintinnio cristallino delle gemme); Taiaki (Gli annali della spada taia). Il suo autore, Takuan Sōhō, è un monaco del XVII sec. proveniente da una famiglia di samurai della stirpe dei Miura. Amante di ogni forma d'arte, fu calligrafo, pittore, poeta e nell'uso della spada, cercò di infondere lo spirito Zen. Nei suoi saggi, infatti, possiamo trovare come aspetti pratici, dottrinali e tecnici conducano la contemplazione della spada all'illuminazione.
09 ottobre 2009
Il cinema più vantaggioso
