12 dicembre 2009
Prossimamente...
La prossima pubblicazione vedrà come protagonista l'oroscopo del 2010. Segno per segno sarà spiegato come l'amore, il lavoro e i soldi caratterizzeranno l'anno nuovo...
Non perdetevi un oroscopo di un anno in sole poche righe!
Sotto il cuscino.. vi augura buon proseguimento!!
Pelle olivastra

Calze danzanti e occhi di pantera... salta e morde. La sua vittima la solitudine.
Un uomo distante e freddo che cerca solo un bicchiere di acqua. La bevanda che disseta il suo spirito ribelle.
Menzognere con sé stesso e onesto con gli altri.
La zingara indossa le scarpe da tango e in sottoveste inizia la sua danza. Una preghiera del suo corpo che stringe braccia forti e qualcuno per scaldarsi.
Gira il viso e incontra la luce, un piccolo raggio che entra furtivo dalla porta socchiusa. Una stanza piena di lei: dal suo odore al suo respiro. Dallo smalto delle sue unghie all'inchiostro dei suoi testi.
Sussurri di una femmina che graffia il suo cuore confuso. Soffocando con la musica un tango di richiesta.
Passi di pretesa. Di voglia e passione. Di calore e di caduta.
Distesa nel pavimento.. ansima e chiude gli occhi. Si prende la bocca e ritorna a ricordare che l'ultimo amante è dietro di lei. Seduto senza guardarla.. aspetta. Che la voglia le ritorni.
Zingara fuori. Zingara dentro. Zingara di giorno e zingara di notte.
Zingara tra queste mura e dentro il letto.
Non esiste un terreno stabile, un amore sicuro o una veste senza pieghe.
Solo una valigia con fogli e il suo canto.
La musica non smette e lei riprende a ballare. Per sé stessa. Cercando il suo corpo per godere.
Monnezza

Becchini, puttane, pensionati mezzo avvelenati.
Giudici brunettiani (sorry!), ladri, assassini, tipi strani.
Matti e papponi, donnacce princese, impiccati e drogati.
Anime salve, figli vittime di questo mondo.
Riposa in pace, Tu che davvero consegnasti alla morte una goccia di splendore,
di umanità, di verità.
Ma ognuno in testa ha la propria. Di monnezza, dico.
“…c’è un vecchio proverbio (metto insieme vecchi proverbi mentre me ne vado in giro stracciato) secondo cui la conoscenza che non viene seguita dall’azione è peggio dell’ignoranza. Perché se tiri a indovinare e non ci prendi puoi sempre dire, merda, gli dei mi sono avversi. Ma se sai e non fai, vuol dire che in testa hai soffitte e anticamere buie da percorrere avanti e indietro e a cui pensare. Non è mica una cosa sana, produce serate noiose, un eccesso d’alcool e seghe.”
La nostra è più così, melmosa, torbida, inestricabile. Di monnezza, dico. *
E poi…”nostra”…?! Ma “nostra”…di chi?! Chi siamo “noi”?!
Appunto. È esattamente quello che cercavo di spiegare.
Un annaspare continuo, fiato grosso, asfissia.
Cuore che batte all’impazzata, in stereofonia. Solo tu lo puoi sentire. Pensavo, speravo fossimo noi.
La citazione (fino a “seghe”, assolutamente compreso!), per gli irretiti, è Sua: H. C. Bukowski, “Taccuino di un vecchio sporcaccione”.
Uno che amava la cravatta perché gli copriva i peli del pube. Ora piango…
E poi Ettore Scola con “Brutti, sporchi e cattivi”, P. T. Anderson con “Magnolia”, Jack London con “Il Popolo degli abissi”, J. D. Salinger con “The catcher in the Rye”, John King con “La Prigione”, David Foster Wallace con “La scopa del sistema”, Marco Ferreri con “Dillinger è morto”, William Golding con “Il signore delle mosche”.
E tutti quelli che percorsero ma che non conoscemmo, tutti quelli che percorrono ma che non conosciamo, tutti quelli che percorreranno ma che non conosceremo mai.
Ognuno regala la propria. Di monnezza, dico.
Allora?
Allora, …cospargiamocene. Co-spa-rgi-mo-ce-ne!!!
* La divisione in sillabe si fà alle elementari: che dio ce la mandi buona….
“Ce?”
…….
Il finale è tuo, Maestro:
“Anche la disperazione impone dei doveri,
e l’infelicità può essere preziosa.”
La citazione, per i curiosi…cercatevela!
Giudici brunettiani (sorry!), ladri, assassini, tipi strani.
Matti e papponi, donnacce princese, impiccati e drogati.
Anime salve, figli vittime di questo mondo.
Riposa in pace, Tu che davvero consegnasti alla morte una goccia di splendore,
di umanità, di verità.
Ma ognuno in testa ha la propria. Di monnezza, dico.
“…c’è un vecchio proverbio (metto insieme vecchi proverbi mentre me ne vado in giro stracciato) secondo cui la conoscenza che non viene seguita dall’azione è peggio dell’ignoranza. Perché se tiri a indovinare e non ci prendi puoi sempre dire, merda, gli dei mi sono avversi. Ma se sai e non fai, vuol dire che in testa hai soffitte e anticamere buie da percorrere avanti e indietro e a cui pensare. Non è mica una cosa sana, produce serate noiose, un eccesso d’alcool e seghe.”
La nostra è più così, melmosa, torbida, inestricabile. Di monnezza, dico. *
E poi…”nostra”…?! Ma “nostra”…di chi?! Chi siamo “noi”?!
Appunto. È esattamente quello che cercavo di spiegare.
Un annaspare continuo, fiato grosso, asfissia.
Cuore che batte all’impazzata, in stereofonia. Solo tu lo puoi sentire. Pensavo, speravo fossimo noi.
La citazione (fino a “seghe”, assolutamente compreso!), per gli irretiti, è Sua: H. C. Bukowski, “Taccuino di un vecchio sporcaccione”.
Uno che amava la cravatta perché gli copriva i peli del pube. Ora piango…
E poi Ettore Scola con “Brutti, sporchi e cattivi”, P. T. Anderson con “Magnolia”, Jack London con “Il Popolo degli abissi”, J. D. Salinger con “The catcher in the Rye”, John King con “La Prigione”, David Foster Wallace con “La scopa del sistema”, Marco Ferreri con “Dillinger è morto”, William Golding con “Il signore delle mosche”.
E tutti quelli che percorsero ma che non conoscemmo, tutti quelli che percorrono ma che non conosciamo, tutti quelli che percorreranno ma che non conosceremo mai.
Ognuno regala la propria. Di monnezza, dico.
Allora?
Allora, …cospargiamocene. Co-spa-rgi-mo-ce-ne!!!
* La divisione in sillabe si fà alle elementari: che dio ce la mandi buona….
“Ce?”
…….
Il finale è tuo, Maestro:
“Anche la disperazione impone dei doveri,
e l’infelicità può essere preziosa.”
La citazione, per i curiosi…cercatevela!
Scritto per noi da Nik
Pablo Neruda. Un omaggio alla poesia.

"Oh invadimi con la tua bocca bruciante,
indagami, se vuoi, coi tuoi occhi notturni,
ma lasciami nel tuo nome navigare e dormire."
indagami, se vuoi, coi tuoi occhi notturni,
ma lasciami nel tuo nome navigare e dormire."
Sarebbe folle per me … raccontare in uno spazio così piccolo chi era Pablo Neruda. Sintetizzare la sua arte e vita con una banale biografia.
Sarebbe come cercare di evidenziare la bellezza di un fiore descrivendo il colore e la forma dei suoi petali. L’ incanto. La grandezze e l’unicità di una persona o cosa non sta nella biografia o nell’aspetto. Sta nella sua espressione. Capacità di trasmettere sensazioni. Emozioni. Vitalità e voglia di toccare nel profondo…
Io ho voglia di prendere le vostre mani e farvi sentire i miei brividi.
Chi era Pablo Neruda? Un poeta che ha trovato la pace 36 anni fa ma che vive ancora tra noi. Nelle pagine dei libri pubblicati che riportano le sue opere.
Nelle librerie delle nostre case. Nel comodino.
C’è sempre una poesia che lascia libere le parole… nell’aria di tutti i giorni.
Il poeta che ho deciso di omaggiare è il premio Nobel della Letteratura del 1971.
Il suo vero nome era Neftalì Ricardo Reyes ma scelse il pseudonimo di Pablo Neruda in onore del poeta cecoslovacco Jan Neruda. Cantore della povera gente.
Un grande personaggio che con carattere ha lasciato forti messaggi. Non possiamo dimenticare che non si è mai limitato a descrivere senza vivere. I suoi versi sono veri.. crudi… hanno il sapore del sangue perché scritti con il cuore.
Durante la guerra civile prese posizione. A favore della Repubblica e questa guerra contribuì fortemente alla trasformazione del giovane poeta. La sua penna divenne il suo mezzo di una lotta politica. Uomo di azione e di speranza. Un artista che comunicava con i suoi lettori trasmettendo i suoi ideali.
Pablo Neruda è stato anche uno dei migliori rappresentanti dell’amore.. i suoi versi ci trasportano in un mare rosso. La carne è il suo cibo preferito… la bocca è la parte in cui trova la voglia di vivere.
Ritrovo nelle sue poesie un sapore dolce di un sesso passionale. Dove non esiste volgarità ma un continuo desiderio di possedere. Di trovare forza e vita nell’amore. Ogni parola è come una salita .. verso la cima di un monte. Quella di aver amato con totale coinvolgimento dell’anima.
Pablo Neruda ha sintetizzato in poche frasi l'essenza della sua vasta opera poetica: « I miei doveri di poeta non solo mi indicavano la fraternità con la rosa e con la simmetria, con l'esaltato amore e con la nostalgia infinita, ma anche con le aspre fatiche umane che ho inserito nella mia poesia».
Ho fame della tua bocca, della tua voce, del tuoi capelli
e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
non mi sostiene il pane, l'alga mi sconvolge,
cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.
Sono affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio,
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.
Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza.
il naso sovrano dell'aitante volto,
voglio mangiare l'ombra fugace delle tue ciglia
e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
come un puma nella solitudine di Quitratùe.
Notizia Flash.

EVENTI ROMA
MEDITANGO FESTIVAL ROMA 2009
Il 2009 vede la quinta edizione del Meditango Festival. Un evento internazionale di Tango, teatro e musica nato per sensibilizzare e promuovere il tango non solo come forma di ballo ma anche come mezzo di espressione tra le vari arti.
Sarà possibile partecipare a stage con danzatori internazionali, Adrian Veredica e Alejandra Hobert e a serata di Gala con spettacolo e divertimento assicurato.
Meditango Festival è un piatto ricco di piaceri… la Tango Maratona taglia il suo secondo traguardo il 26 dicembre presso il Casale della Cervelleta.
Altre date e altri eventi vedono questa manifestazione coinvolgere la città di Roma.
CALENDARIO DEL 5° MEDITANGOFESTIVAL:
18, 19 e 20 Dicembre.
18 e 19 Dicembre.
Gran Galà con esibizione di Adrian Veredice y Alejandra Hobert presso il Barrio Arte (Via di Pietralata, 135).
Dal 26 al 27 Dicembre.
Tangomaratona presso il Casale della Cervelletta (Via della Cervelletta).
1 Gennaio.
Concerto degli Electrocutango presso il Barrio Arte (Via di Pietralata, 135).
4, 5 e 6 gennaio.
Stages di Pablo Veron presso il DAF (Dance Arts Faculty, Via di Pietralata 159/A).
5 e 6 gennaio.
Gran Galà con ospite d’onore Pablo Veron presso il Barrio Arte (Via di Pietralata 135).
Per informazioni: www.meditango.com/5mf
Tanguero

Una donna vestita di rosso entra e chiede le chiavi di una stanza. I suoi occhi di ghiaccio cercano i miei.. e le sue labbra carnose chiedono la possibilità di una bottiglia di vino in camera. Io non realizzo subito la sua richiesta. Rimango come ipnotizzata dalla bellezza e dal suono della sua voce.
.. bottiglia… di vino……in camera. Rosso come il suo vestito.. e colposo come il corpo che lo riempie.
Mi sento già eccitata dall’idea di rivederla e di scoprire cosa celano i suoi occhi. Quale segreto e quale amante è in attesa di possederla.
Tra il corridoio sento una musica… un tango riconoscibile e passi di uomo che conducono. Frasi che correggono e sussurri di un amore ancora non consumato.
Io esito ad entrare.. aspetto e guardo. Un odore di sudore mi suscita golosità e voglia. Di seguire quell’uomo così agile. Le sue mani la tengono come per dire .. "ora sei mia". Si guardano e lei sorride. Principiante di quel ballo e tenera tra le braccia dell’uomo che la dirige.
Le insegna a fidarsi a seguire i suoi passi.
Il tanguero vestito di scuro la rimprovera severo … la donna di rosso trema. Abbassa lo sguardo e morde le labbra.
Lei lo vorrebbe amare .. però lui esita prima di abbandonarsi in ginocchio.
Come per chiederle perdono. Appoggia la testa sul grembo di lei e la bacia.
Lei con pazienza aspetta.. apre la zip del vestito e nuda riprende a ballare.
Un incontro di due corpi sudati che senza aria si toccano. Si stringono e si lasciano. Così. Nudi e sinceri.
.. una cameriera irrompe nella camera. Fingendo imbarazzo entra con lo sguardo dove i muri non coprono. Uno stereo acceso. Scarpe con tacco che seguono il vassoio e una mano di uomo che afferra il portafoglio tirando fuori una banconota.
Misera mancia.. per una ragazza che vorrebbe lasciarsi andare alla musica.
Danzare per loro e ridere del loro sesso. Inconsumabile e compiuto.
A mani vuote riprendo il mio servizio. Sognando il loro odore tra le mie dita.
.. bottiglia… di vino……in camera. Rosso come il suo vestito.. e colposo come il corpo che lo riempie.
Mi sento già eccitata dall’idea di rivederla e di scoprire cosa celano i suoi occhi. Quale segreto e quale amante è in attesa di possederla.
Tra il corridoio sento una musica… un tango riconoscibile e passi di uomo che conducono. Frasi che correggono e sussurri di un amore ancora non consumato.
Io esito ad entrare.. aspetto e guardo. Un odore di sudore mi suscita golosità e voglia. Di seguire quell’uomo così agile. Le sue mani la tengono come per dire .. "ora sei mia". Si guardano e lei sorride. Principiante di quel ballo e tenera tra le braccia dell’uomo che la dirige.
Le insegna a fidarsi a seguire i suoi passi.
Il tanguero vestito di scuro la rimprovera severo … la donna di rosso trema. Abbassa lo sguardo e morde le labbra.
Lei lo vorrebbe amare .. però lui esita prima di abbandonarsi in ginocchio.
Come per chiederle perdono. Appoggia la testa sul grembo di lei e la bacia.
Lei con pazienza aspetta.. apre la zip del vestito e nuda riprende a ballare.
Un incontro di due corpi sudati che senza aria si toccano. Si stringono e si lasciano. Così. Nudi e sinceri.
.. una cameriera irrompe nella camera. Fingendo imbarazzo entra con lo sguardo dove i muri non coprono. Uno stereo acceso. Scarpe con tacco che seguono il vassoio e una mano di uomo che afferra il portafoglio tirando fuori una banconota.
Misera mancia.. per una ragazza che vorrebbe lasciarsi andare alla musica.
Danzare per loro e ridere del loro sesso. Inconsumabile e compiuto.
A mani vuote riprendo il mio servizio. Sognando il loro odore tra le mie dita.
La liberia di Sotto il Cuscino consiglia....
Il tango non è solo una danza. Un tipo di ballo. Un insieme di passionali.
E’ un’arte. Come la pittura. La letteratura. E’ una forma espressiva che ci descrive l’universo a due.
Due estranei che nella durata di una canzone.. si svestono dei comuni panni mostrando la loro nudità.
Il corpo senza travestimento.. è un anima vera. Un sentimento puro. E durante il tango.. i ballerini si lasciano trascinare dalla loro passione.
Si parla di amore? No. I due danzatori non si amano ma si cercano.
Si sentono e si comprendono. Si prendono e si lasciano.
Avete mai visto ballare il tango?
Avete mai visto sussurrare parole nell’orecchio del vostro vicino? Quante volte vi siete domandati il contenuto del loro segreto?
Il tango è una complicità non esplicita ma percepibile. Lui la dirige e lei lo segue. Lei lo sfiora e lui la sente.
La tocca ma non la offende.
Una sensualità data dall'assoluta parità tra uomo e donna. E' vero che lui conduce, ma se lei non capisce i segnali di lui o non vuole fare ciò che viene invitata a fare, il ballo non c'è. Al contrario del waltzer dove lui porta e lei esegue. Una sensualità che è data dall'imprevisto, dal non sapere, ogni volta, cosa accadrà. Se sarà finalmente un tango perfetto, come da sempre lo avevi sognato...
(Meri Lao autrice di Todo Tango. Bompiani)
Oltre a provare durante i corsi di ballo cosa è il tango. Possiamo approfondire il tema con delle letture.
Ci sono molti libri che passano dalla storia a la descrizione effettiva. Molti si concentrano sulla vita di tangueri che nel passato hanno incoraggiato la popolarità del ballo.
In uscita:
Tanto di cappello-Storia di un tanguero di Antonio Lalli.
Sabato 19 dicembre alle ore 24.00 al Giardino del Tango (via degli Olimpionici 7 - Villaggio Olimpico - Roma)
lo scrittore e giornalista Sandro Pellicani e l'attrice Fatima Scialdone presenteranno l'opera prima di Antonio Lalli.
Info e prenotazioni: Antonio Lalli 339 7177038
mail: antonio.lalli@tangare.eu
Sito: www.tangare.eu
E’ un’arte. Come la pittura. La letteratura. E’ una forma espressiva che ci descrive l’universo a due.
Due estranei che nella durata di una canzone.. si svestono dei comuni panni mostrando la loro nudità.
Il corpo senza travestimento.. è un anima vera. Un sentimento puro. E durante il tango.. i ballerini si lasciano trascinare dalla loro passione.
Si parla di amore? No. I due danzatori non si amano ma si cercano.
Si sentono e si comprendono. Si prendono e si lasciano.
Avete mai visto ballare il tango?
Avete mai visto sussurrare parole nell’orecchio del vostro vicino? Quante volte vi siete domandati il contenuto del loro segreto?
Il tango è una complicità non esplicita ma percepibile. Lui la dirige e lei lo segue. Lei lo sfiora e lui la sente.
La tocca ma non la offende.
Una sensualità data dall'assoluta parità tra uomo e donna. E' vero che lui conduce, ma se lei non capisce i segnali di lui o non vuole fare ciò che viene invitata a fare, il ballo non c'è. Al contrario del waltzer dove lui porta e lei esegue. Una sensualità che è data dall'imprevisto, dal non sapere, ogni volta, cosa accadrà. Se sarà finalmente un tango perfetto, come da sempre lo avevi sognato...
(Meri Lao autrice di Todo Tango. Bompiani)
Oltre a provare durante i corsi di ballo cosa è il tango. Possiamo approfondire il tema con delle letture.
Ci sono molti libri che passano dalla storia a la descrizione effettiva. Molti si concentrano sulla vita di tangueri che nel passato hanno incoraggiato la popolarità del ballo.
In uscita:
Tanto di cappello-Storia di un tanguero di Antonio Lalli.
Sabato 19 dicembre alle ore 24.00 al Giardino del Tango (via degli Olimpionici 7 - Villaggio Olimpico - Roma)
lo scrittore e giornalista Sandro Pellicani e l'attrice Fatima Scialdone presenteranno l'opera prima di Antonio Lalli.
Info e prenotazioni: Antonio Lalli 339 7177038
mail: antonio.lalli@tangare.eu
Sito: www.tangare.eu
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