12 dicembre 2009

Prossimamente...

La prossima pubblicazione vedrà come protagonista l'oroscopo del 2010. Segno per segno sarà spiegato come l'amore, il lavoro e i soldi caratterizzeranno l'anno nuovo...
Non perdetevi un oroscopo di un anno in sole poche righe!
Sotto il cuscino.. vi augura buon proseguimento!!

Pelle olivastra


Calze danzanti e occhi di pantera... salta e morde. La sua vittima la solitudine.
Un uomo distante e freddo che cerca solo un bicchiere di acqua. La bevanda che disseta il suo spirito ribelle.
Menzognere con sé stesso e onesto con gli altri.
La zingara indossa le scarpe da tango e in sottoveste inizia la sua danza. Una preghiera del suo corpo che stringe braccia forti e qualcuno per scaldarsi.
Gira il viso e incontra la luce, un piccolo raggio che entra furtivo dalla porta socchiusa. Una stanza piena di lei: dal suo odore al suo respiro. Dallo smalto delle sue unghie all'inchiostro dei suoi testi.
Sussurri di una femmina che graffia il suo cuore confuso. Soffocando con la musica un tango di richiesta.
Passi di pretesa. Di voglia e passione. Di calore e di caduta.
Distesa nel pavimento.. ansima e chiude gli occhi. Si prende la bocca e ritorna a ricordare che l'ultimo amante è dietro di lei. Seduto senza guardarla.. aspetta. Che la voglia le ritorni.
Zingara fuori. Zingara dentro. Zingara di giorno e zingara di notte.
Zingara tra queste mura e dentro il letto.
Non esiste un terreno stabile, un amore sicuro o una veste senza pieghe.
Solo una valigia con fogli e il suo canto.
La musica non smette e lei riprende a ballare. Per sé stessa. Cercando il suo corpo per godere.

Monnezza


Becchini, puttane, pensionati mezzo avvelenati.
Giudici brunettiani (sorry!), ladri, assassini, tipi strani.
Matti e papponi, donnacce princese, impiccati e drogati.
Anime salve, figli vittime di questo mondo.
Riposa in pace, Tu che davvero consegnasti alla morte una goccia di splendore,
di umanità, di verità.

Ma ognuno in testa ha la propria. Di monnezza, dico.

“…c’è un vecchio proverbio (metto insieme vecchi proverbi mentre me ne vado in giro stracciato) secondo cui la conoscenza che non viene seguita dall’azione è peggio dell’ignoranza. Perché se tiri a indovinare e non ci prendi puoi sempre dire, merda, gli dei mi sono avversi. Ma se sai e non fai, vuol dire
che in testa hai soffitte e anticamere buie da percorrere avanti e indietro e a cui pensare. Non è mica una cosa sana, produce serate noiose, un eccesso d’alcool e seghe.”

La nostra è più così, melmosa, torbida, inestricabile. Di monnezza, dico. *
E poi…”nostra”…?! Ma “nostra”…di chi?! Chi siamo “noi”?!
Appunto. È esattamente quello che cercavo di spiegare.
Un annaspare continuo, fiato grosso, asfissia.
Cuore che batte all’impazzata, in stereofonia. Solo tu lo puoi sentire. Pensavo, speravo fossimo noi.
La citazione (fino a “seghe”, assolutamente compreso!), per gli irretiti, è Sua: H. C. Bukowski, “Taccuino di un vecchio sporcaccione”.
Uno che amava la cravatta perché gli copriva i peli del pube. Ora piango…

E poi Ettore Scola con “Brutti, sporchi e cattivi”, P. T. Anderson con “Magnolia”, Jack London con “Il Popolo degli abissi”, J. D. Salinger con “The catcher in the Rye”, John King con “La Prigione”, David Foster Wallace con “La scopa del sistema”, Marco Ferreri con “Dillinger è morto”, William Golding con “Il signore delle mosche”.
E tutti quelli che
percorsero ma che non conoscemmo, tutti quelli che percorrono ma che non conosciamo, tutti quelli che percorreranno ma che non conosceremo mai.

Ognuno regala la propria. Di monnezza, dico.
Allora?
Allora, …cospargiamocene. Co-spa-rgi-mo-ce-ne!!!
* La divisione in sillabe si fà alle elementari: che dio ce la mandi buona….
“Ce?”
…….

Il finale è tuo, Maestro:
“Anche la disperazione impone dei doveri,
e l’infelicità può essere preziosa.”
La citazione, per i curiosi…cercatevela!

Scritto per noi da Nik

Pablo Neruda. Un omaggio alla poesia.


"Oh invadimi con la tua bocca bruciante,
indagami, se vuoi, coi tuoi occhi notturni,
ma lasciami nel tuo nome navigare e dormire."

Sarebbe folle per me … raccontare in uno spazio così piccolo chi era Pablo Neruda. Sintetizzare la sua arte e vita con una banale biografia.
Sarebbe come cercare di evidenziare la bellezza di un fiore descrivendo il colore e la forma dei suoi petali. L’ incanto. La grandezze e l’unicità di una persona o cosa non sta nella biografia o nell’aspetto. Sta nella sua espressione. Capacità di trasmettere sensazioni. Emozioni. Vitalità e voglia di toccare nel profondo…
Io ho voglia di prendere le vostre mani e farvi sentire i miei brividi.
Chi era Pablo Neruda? Un poeta che ha trovato la pace 36 anni fa ma che vive ancora tra noi. Nelle pagine dei libri pubblicati che riportano le sue opere.
Nelle librerie delle nostre case. Nel comodino.
C’è sempre una poesia che lascia libere le parole… nell’aria di tutti i giorni.

Il poeta che ho deciso di omaggiare è il premio Nobel della Letteratura del 1971.
Il suo vero nome era Neftalì Ricardo Reyes ma scelse il pseudonimo di Pablo Neruda in onore del poeta cecoslovacco Jan Neruda. Cantore della povera gente.

Un grande personaggio che con carattere ha lasciato forti messaggi. Non possiamo dimenticare che non si è mai limitato a descrivere senza vivere. I suoi versi sono veri.. crudi… hanno il sapore del sangue perché scritti con il cuore.

Durante la guerra civile prese posizione. A favore della Repubblica e questa guerra contribuì fortemente alla trasformazione del giovane poeta. La sua penna divenne il suo mezzo di una lotta politica. Uomo di azione e di speranza. Un artista che comunicava con i suoi lettori trasmettendo i suoi ideali.

Pablo Neruda è stato anche uno dei migliori rappresentanti dell’amore.. i suoi versi ci trasportano in un mare rosso. La carne è il suo cibo preferito… la bocca è la parte in cui trova la voglia di vivere.

Ritrovo nelle sue poesie un sapore dolce di un sesso passionale. Dove non esiste volgarità ma un continuo desiderio di possedere. Di trovare forza e vita nell’amore. Ogni parola è come una salita .. verso la cima di un monte. Quella di aver amato con totale coinvolgimento dell’anima.

Pablo Neruda ha sintetizzato in poche frasi l'essenza della sua vasta opera poetica: « I miei doveri di poeta non solo mi indicavano la fraternità con la rosa e con la simmetria, con l'esaltato amore e con la nostalgia infinita, ma anche con le aspre fatiche umane che ho inserito nella mia poesia».

Ho fame della tua bocca, della tua voce, del tuoi capelli
e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
non mi sostiene il pane, l'alga mi sconvolge,
cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.
Sono affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio,
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.
Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza.
il naso sovrano dell'aitante volto,
voglio mangiare l'ombra fugace delle tue ciglia
e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
come un puma nella solitudine di Quitratùe.



Notizia Flash.


EVENTI ROMA

MEDITANGO FESTIVAL ROMA 2009

Il 2009 vede la quinta edizione del Meditango Festival. Un evento internazionale di Tango, teatro e musica nato per sensibilizzare e promuovere il tango non solo come forma di ballo ma anche come mezzo di espressione tra le vari arti.

Sarà possibile partecipare a stage con danzatori internazionali, Adrian Veredica e Alejandra Hobert e a serata di Gala con spettacolo e divertimento assicurato.

Meditango Festival è un piatto ricco di piaceri… la Tango Maratona taglia il suo secondo traguardo il 26 dicembre presso il Casale della Cervelleta.

Altre date e altri eventi vedono questa manifestazione coinvolgere la città di Roma.

CALENDARIO DEL 5° MEDITANGOFESTIVAL:
18, 19 e 20 Dicembre.
Stages di Adrian Veredice y Alejandra Hobert presso TangOFFicina (Via Cupa 5).

18 e 19 Dicembre.
Gran Galà con esibizione di Adrian Veredice y Alejandra Hobert presso il Barrio Arte (Via di Pietralata, 135).

Dal 26 al 27 Dicembre.
Tangomaratona presso il Casale della Cervelletta (Via della Cervelletta).

1 Gennaio.
Concerto degli Electrocutango presso il Barrio Arte (Via di Pietralata, 135).

4, 5 e 6 gennaio.
Stages di Pablo Veron presso il DAF (Dance Arts Faculty, Via di Pietralata 159/A).

5 e 6 gennaio.
Gran Galà con ospite d’onore Pablo Veron presso il Barrio Arte (Via di Pietralata 135).

Per informazioni: www.meditango.com/5mf

Tanguero


Una donna vestita di rosso entra e chiede le chiavi di una stanza. I suoi occhi di ghiaccio cercano i miei.. e le sue labbra carnose chiedono la possibilità di una bottiglia di vino in camera. Io non realizzo subito la sua richiesta. Rimango come ipnotizzata dalla bellezza e dal suono della sua voce.
.. bottiglia… di vino……in camera. Rosso come il suo vestito.. e colposo come il corpo che lo riempie.
Mi sento già eccitata dall’idea di rivederla e di scoprire cosa celano i suoi occhi. Quale segreto e quale amante è in attesa di possederla.
Tra il corridoio sento una musica… un tango riconoscibile e passi di uomo che conducono. Frasi che correggono e sussurri di un amore ancora non consumato.

Io esito ad entrare.. aspetto e guardo. Un odore di sudore mi suscita golosità e voglia. Di seguire quell’uomo così agile. Le sue mani la tengono come per dire .. "ora sei mia". Si guardano e lei sorride. Principiante di quel ballo e tenera tra le braccia dell’uomo che la dirige.
Le insegna a fidarsi a seguire i suoi passi.
Il tanguero vestito di scuro la rimprovera severo … la donna di rosso trema. Abbassa lo sguardo e morde le labbra.
Lei lo vorrebbe amare .. però lui esita prima di abbandonarsi in ginocchio.
Come per chiederle perdono. Appoggia la testa sul grembo di lei e la bacia.
Lei con pazienza aspetta.. apre la zip del vestito e nuda riprende a ballare.

Un incontro di due corpi sudati che senza aria si toccano. Si stringono e si lasciano. Così. Nudi e sinceri.

.. una cameriera irrompe nella camera. Fingendo imbarazzo entra con lo sguardo dove i muri non coprono. Uno stereo acceso. Scarpe con tacco che seguono il vassoio e una mano di uomo che afferra il portafoglio tirando fuori una banconota.

Misera mancia.. per una ragazza che vorrebbe lasciarsi andare alla musica.
Danzare per loro e ridere del loro sesso. Inconsumabile e compiuto.

A mani vuote riprendo il mio servizio. Sognando il loro odore tra le mie dita
.

La liberia di Sotto il Cuscino consiglia....

Il tango non è solo una danza. Un tipo di ballo. Un insieme di passionali.
E’ un’arte. Come la pittura. La letteratura. E’ una forma espressiva che ci descrive l’universo a due.
Due estranei che nella durata di una canzone.. si svestono dei comuni panni mostrando la loro nudità.
Il corpo senza travestimento.. è un anima vera. Un sentimento puro. E durante il tango.. i ballerini si lasciano trascinare dalla loro passione.
Si parla di amore? No. I due danzatori non si amano ma si cercano.
Si sentono e si comprendono. Si prendono e si lasciano.

Avete mai visto ballare il tango?
Avete mai visto sussurrare parole nell’orecchio del vostro vicino? Quante volte vi siete domandati il contenuto del loro segreto?
Il tango è una complicità non esplicita ma percepibile. Lui la dirige e lei lo segue. Lei lo sfiora e lui la sente.
La tocca ma non la offende.



Una sensualità data dall'assoluta parità tra uomo e donna. E' vero che lui conduce, ma se lei non capisce i segnali di lui o non vuole fare ciò che viene invitata a fare, il ballo non c'è. Al contrario del waltzer dove lui porta e lei esegue. Una sensualità che è data dall'imprevisto, dal non sapere, ogni volta, cosa accadrà. Se sarà finalmente un tango perfetto, come da sempre lo avevi sognato...
(Meri Lao autrice di Todo Tango. Bompiani)

Oltre a provare durante i corsi di ballo cosa è il tango. Possiamo approfondire il tema con delle letture.
Ci sono molti libri che passano dalla storia a la descrizione effettiva. Molti si concentrano sulla vita di tangueri che nel passato hanno incoraggiato la popolarità del ballo.

In uscita:
Tanto di cappello-Storia di un tanguero di Antonio Lalli.


Sabato 19 dicembre alle ore 24.00 al Giardino del Tango (via degli Olimpionici 7 - Villaggio Olimpico - Roma)
lo scrittore e giornalista Sandro Pellicani e l'attrice Fatima Scialdone presenteranno l'opera prima di Antonio Lalli.


Info e prenotazioni: Antonio Lalli 339 7177038
mail: antonio.lalli@tangare.eu
Sito: www.tangare.eu

Moulin Rouge




Questo film è dipinto di rosso. Di passione. Una storia di amore.. un tema coinvolgente con una trama vincente per i botteghini dei cinema mondiali.

La prima volta che lo sentii nominare fu durante una mia visita a Milano. Ero a casa di un mio amico e tra le confidenze del suo indimenticabile amato.. salta fuori il DVD.
Per Francesco era una promessa. .. Come what may I will love you until my dying day

Moulin Rouge parla di due ragazzi. Christian, giovane scrittore inglese che si trasferisce a Mont-Martre. Quartiere parigino. Durante uno “scontro” causale, conosce alcuni componenti di una compagnia teatrale che riconosciute le doti dello scrittore, lo accoglie con entusiasmo.
Satine è la stella del Moulin Rouge. Una ragazza affascinante che è cresciuta con la conoscenza che il suo aspetto può “aprire molte porte”. E di lei è innamorato il Duca inglese. Futuro finanziatore del prossimo spettacolo dove Satine sarà la protagonista.

La trama è piena di colore, di musiche e danze… personaggi bizzarri ma significativi. Tutti in cerca di essere riconosciuti e amati.

Si parla di.. soldi. Successo. Amore. Inganno. Speranza… e di gelosia. Un magnifico tango dove veniamo afferrati e sbattuti con passione.
Carne che brucia di desiderio.. un fuoco che si innalza e che possiede. La gelosia. Altre mani che la desiderano. Altri occhi che la sfiorano. La gelosia. Noi che prendiamo ciò che è nostro. Per non perderla.. tra le mani di qualcun altro.
La passione. La gelosia. Il nero. Il rosso. L’amore e la speranza.. che tutti duri … per sempre.
Dove il tempo non conosce i minuti e la parola fine.

Non so se voi avete speso 127 minuti della vostra vita per vedere questo film… io sì e ho vissuto una grande storia d’amore.


Paese: USA
Anno: 2001
Durata: 127 min
Genere: musical, drammatico, romantico

Regia: Baz Luhrmann
Soggetto: Baz Luhrmann, Craig Pearce
Sceneggiatura: Baz Luhrmann, Craig Pearce

Interpreti e personaggi
Nicole Kidman: Satine
Ewan McGregor: Christian
John Leguizamo: Henri de Toulouse-Lautrec
Jim Broadbent: Harold Zidler
Richard Roxburgh: Il Duca di Monroth
Garry McDonald: Il Dottore
Jacek Koman: Argentino narcolettico
Matthew Whittet: Satie
Kerry Walker: Marie
Caroline O'Connor: Nini "gambe-all'aria"
Christine Anu: Arabia
Natalie Jackson Mendoza: China Doll
Lara Mulcahy: Môme Fromage
David Wenham: Audrey
Kylie Minogue: Fatina verde

Fotografia: Donald McAlpine
Montaggio: Jill Bilcock
Effetti speciali: Brian Cox
Musiche: AA. VV.
Scenografia: Catherine Martin
Premi:
2 Premi Oscar 2002: miglior scenografia, migliori costumi
3 Golden Globe 2002: miglior film commedia o musicale, miglior attrice in un film commedia o musicale (Nicole Kidman), miglior colonna sonora originale
3 Premi BAFTA 2002: miglior attore non protagonista (Jim Broadbent), miglior colonna sonora, miglior sonoro
2 MTV Movie Awards 2002: miglior performance femminile (Nicole Kidman), miglior sequenza musicale
8 Satellite Awards 2001: miglior film commedia o musicale, miglior attore in un film commedia o musicale (Ewan McGregor), miglior attrice in un film commedia o musicale (Nicole Kidman), miglior attore non protagonista in un film commedia o musicale (Jim Broadbent), miglior regista, miglior colonna sonora, miglior scenografia, migliori costumi
National Board of Review Awards 2001: miglior film
2 European Film Awards 2001: miglior film internazionale, miglior europeo in un film non europeo (Ewan McGregor)

01 dicembre 2009

Avviso: l'uscita dei nuovi articoli è stata posticipata al 04/12/2009. Ci scusiamo per il disagio...

23 novembre 2009

La camera con vista


... drin drin... Pronto.. Subito Signora...


Una colazione rapida e leggera per la cliente della camera 201. Non mi occupo mai del servizio in camera ma questa volta mi è stata chiesta una cortesia. Dal direttore.
Un caffè e una brioche, del burro e marmellata di ciliegia. Il vassoio percorre il corridoio del 4° piano e i miei passi si fanno sempre più lenti... sento una risata venire da una porta e non riesco a trattenere la mia curiosità.
Sono sola e la cliente 201 può ancora attendere.
Con il vassoio tra le mani, appoggio l'orecchio e cerco di ascoltare ... quella risata..

Uomo senza cravatta e senza scarpe che gira intorno il letto, esce ed entra dal bagno. Donna che si riveste e accarezza i suoi capelli ricci. Ribelli come il suo sesso.

Immagino quello che è stato... due colleghi che durante una cena di lavoro hanno prolungato l'intesa. Dando vita ad una passione senza freni. Letto disfatto.. baci passionali e bugiardi... mani che si legano per vedersi liberi.

La ribelle è il capo di un ragazzo molto più giovane.. appena entrato nella Compagnia. Innamorato del proibito. Cosa più eccitante dell'essere l'amante del proprio superiore?

Due individui che dividono lo stesso spazio... lo stesso letto... lo stesso sudore che bagna entrambi.

I miei occhi arrivano dove i loro sguardi smettono di incrociarsi.
Lei si è infilata la calza... e allacciato le scarpe. Prende la borsa e ridendo, lo bacia. Lui timido ma irresistibile, contraccambia quel gesto tanto spontaneo ma obbligatorio... si guarda lo specchio e si pulisce la bocca. Mentre la donna è girata verso... di me.

I due amanti sono pronti per ritornare in ufficio come se niente fosse.. iniziando un altro giorno lavorativo. Email da rispondere e telefonate da fare.

Io... mi allontano dalla porta con veloce disinvoltura. Il caffè è tiepido e per il ritardo non riceverò la mancia.

Una cosa la ho avuta... un altro desiderio nascosto.

.. Cameriere di un bar...



Ti ho cacciato via come si fa con le lenzuola in una notte d'estate.


Però nei momenti freddi sentivo la tua nostalgia perchè solo con te.. sopra.. sentivo caldo.


Il mio corpo assorbiva il tuo calore, che mi faceva sudare. E tu .. ti dissetavi del mio sudore.


La tua lingua era la mia spugna. Mi assorbiva corpo e anima.. il tuo corpo comprimeva sul mio come se li volessi far entrare l'uno all'altro.


Tanto siamo simili.


O meglio.. i nostri corpi erano uguali. Cambiava la fisicità ma i "genitali" erano gli stessi.


Lo dicevi sempre.."quando sto con te è come se mi fottessi da solo!".


Ero diventato il tuo gioco d'azzardo.. con me puntavi, rischiavi ma non perdevi mai.
Ero la tua trasgressione; non appartenevo al tuo "mondo".
La tua realtà era ben altra. Certi giorni uscivamo dalla stessa casa ma le direzioni erano opposte.


Tu.. uomo in giacca e cravatta. Io.. cameriere di un bar.


Da quando ti ho conosciuto lavorare lì mi eccitava. Però da quando ho incominicato ad amarti... in quel bar era frequente la tua presenza. Con lo stesso sguardo e la stessa posizione.
Ore e ore .. a sorseggiare rum secco.
Ora le tue visite sono rare e rapide. Il tempo di portarti il conto.. con le mie chiavi di casa.
Quando salivo le scale mi rimbombava la testa, ero già eccitato .. ce l'avevo duro.
Dovevo masturbarmi sempre prima dell'incontro. Nel bagno dei bar appena lui usciva.


Mi eccitava verderlo lì.. e servirgli da bere.

Scritto per noi da Rimmel



Notizia flash... fotografie di una terra sospesa


Il reportage fotografico di Alfredo Covino sarà ospitato dall’Associazione Culturale Officine Fotografiche fino all’11 Dicembre 2009.
Il lavoro è la testimonianza di un viaggio turco in Kurdistan; un diario visivo dove risalta la realtà dei luoghi e delle persone.
Terra sospesa non è un tocco superficiale ma il rapporto che i curdi hanno con la loro terra, fisico e sentimentale. Un legame oltre uno scontato patriottismo.
Radici di un amore incondizionato. Per la propria “casa”.

date ed orari: dal 16 Novembre all’11 Dicembre 2009 dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 19.30
info: Officine Fotografiche Ass.ne Culturale Via Casale de Merode 17/a – 00147 Roma Tel. +39 06 5125019

Un metro de collo

Stasera non c’è ressa. Si aprono le porte della metro, mi trascino dentro e mi siedo. Liscio come l’olio. Ma stamattina?
Stamattina non ti becco il ciccione incravattato in stato di grazia? Panzaccia dura, calvizie precoce e doti di sprinter inimmaginabili: vedrai che me lo tolgo il viziaccio maledetto di alzare le braccia a pochi metri dal traguardo. Erik Zabel c’ha perso una Milano-Sanremo. Pedalava come una biscia, ora gira il mondo vestito da clown e sputa come un lama. Quando è il suo turno…tpu-tpu-tpu, schizza in orbita tre patacche verdastre, calpesta goffamente il terreno con il capo all’insù, se le guarda, se le studia, cerca di prender posizione, stima i tempi, calcola le distanze, sembra Van Der Sar quando era nella Juve ‘tacci sua, e…ppà-ppà-ppà! Tre cccozze in fila indiana gli piombano in mezzo alla fronte, sulla croce degli occhi. Ohhhhhhhhh…. Clap-clap-clap- mamma hai visto?-clap-clap-clap-bravo bis. Simpatiche canagliette i ragazzini oggi!
Poi non era solo grasso e pelato. C’aveva la fronte perlata! 8.45 del mattino, praticamente sottoterra, io c’ho il giubbetto e il maglioncino, il rapper trankyfunky de Centocelle il felpone col cappuccio, la vecchia che è morta e non s’è accorta n’ gatto morto sulla schiena e tu sudi? E c’avresti il portatile, nella valigietta nera? C’avrai mica quadrucci e fagioli e du costarelle de brontosauro, lì dentro ?!
Comunque è a un metro dalla linea gialla, più o meno in quinta fila che in gergo formulaunistico significa più o meno nono decimo posto. Io sto subito dietro, undicesimo o dodicesimo. Cerco Baccini sull’ipod, tranquillo ma reattivo e in clima partita. Anagnina è la prima fermata, il lombricone arriva completamente vuoto, c’è solo il conducente co ddu occhi così. Intravedi per un secondo il mezzobusto che ti sfreccia davanti, tanto basta per toccarti. Riabbasso gli occhi e continuo ad armeggiare (con l’ipod), li rialzo un secondo, tanto per… No! Cazzo, no! Rotolone di ciccia imprigionato tra nuca e colletto della camicia, piega adiposa esaltata dal capello rasato, tra-sudio di sofferenza: spettacolo raccapricciante.
Rumooooooore di frenata. Rumore di porte che si aprono. Due tette mi premono sulla schiena, mi appunto. Impossibile non “appuntarsi”. Mi volto lentamente, “distrattamente”… La Montalcini! La bruttacopia della Montalcini co le rughe pure sulle labbra, il rossetto sui “denti” e le tette della Bellucci.
Capisco che giornata sarà, mi rigiro…Oddiooo! Mi sa che ora esplode. E guarda il colletto: sembra leggermente più ombrato, sempre celeste ma più scuro,…più blu,… più…bagnato. Bagnato. Mi concentro, sguardo dritto a ore dodici. Facciamo 12.03!
Avanzo a piccoli passettini, l’interno della metro entra nel mio campo visivo. Quelli della porta accanto a destra gettano i loro nella mischia, sembrano gli all blacks. In pochi secondi occupano le alcove da loro, sicché iniziano a buttarsi a sinistra verso di noi. Che cazzo fanno i nostri lì avanti, dormono? Ecco la linea gialla. Avanzo. Collo punta deciso a sinistra, vai è tutto finito. Io mi oriento verso destra. Non VADO. Mi oriento… ‘Cazzo avrai da orientarti… I posti alla mia destra sono 4. Da me: A, B, C, D. I 2 all’estrema destra, D e C, se li ciucciano gli all blacks che dalla porta di destra (praticamente il compianto Haider in confronto è Nonna Papera) hanno francamente tirato e si sono buttati di qua. Ne restano 2, di posti. Ma in pratica il posto B spetta al negretto davanti a me, compagno di fila di Collo. Negretto si può dire. Anche se stamattina mi sembra un po’ più nero. Quasi negro. Vai fratello, vai tranquillo non ti bruceranno.
Io: Ciao A!
A: Cazzo vuoi?
Io: Come ti butta?
A: Di merda. Ma a te pure, vedo…
Io: Sei spiritoso per essere un sedile!
A: Già giudichi. Cosa ascolti, piuttosto?
Io: Cercavo Baccini, ma ora ho beccato Dans l’eau de la claire fontaine, di Brassens.
A: Si, si, ho capito. Narcisista dello smarrimento?!
Io: Fatti i cazzi tuoi!
A: Sei spiritoso, per essere un precario!
Io: Già giudichi. Che ne sai che sono un precario?!
A: Fatti i cazzi tuoi!
Il fatto, anzi il problema è che oltre ad aver sempre bisogno di troppo tempo per orientarmi, mi basta sempre pochissimo tempo per disorientarmi.
… Ma sto davvero parlando con un seggiolino arancione? Ma la metro l’ho presa nella direzione giusta? Certo, parte da qui. E va solo in una direzione. In un verso, mi correggeva la professoressa di fisica e matematica al liceo. Per forza. Anagnina…Cinecittà… Solo un verso. Era una legge della fisica: due forze di direzione uguale, verso opposto e pari intensità danno risultante zero. Quindi: Anagnina- Battistini è un verso, Battistini-Anagnina un altro verso. La direzione è una: chiamiamola…”orizzontale”.
A: Ehi, precario, ci sei ancora?
?: Precario a chi?
A: A tua sorella! La pianti di scoreggiare, lì sopra?
?: Io scoreggio quanto, quando e dove voglio. E mi chiamo Collo.
Ora con le manine aggrappatici alle maniglie, coglione di un precario. O telefona a Zabel, gli servisse un ciuco per rendere il numero più virtuoso. E tu, Brassens, vaffanculo.

Scritto per noi da Nik




Giorgio Celiberti. Tra pittura e scultura.







L’ Imperdibile maestro Celiberti fa sosta a Roma, al Sesto Senso Art Gallery con la sua mostra "Il dolore e la storia. Graffiti per la libertà: Berlino '61/'89/'09".

Giorgio Celiberti. Classe 1929. Nasce a Udine e a soli diciannove anni partecipa alla biennale di Venezia (1948) facendo conoscere le sue doti artistiche.
Durante gli anni accademici diviene molto amico di Tancredi con il quale divide non solo la camera ma anche gli studi. Ricerca di una impronta informale in opposizione all’accademismo.
Negli anni Cinquanta si trasferisce a Parigi dove ha la possibilità di incontrare maggiori artisti d’oltralpe ma due anni dopo vince una borsa di studio per Bruxelles. Luogo che contribuirà alla sua influenza per l’arte d’avanguardia.
I suoi viaggi proseguono.. con Londra, Cuba, Messico, Venezuela. Un esploratore instancabile e curioso ingordo.
“Da queste esperienze ed esplorazioni ha tratto un repertorio di segni, di immagini, di tecniche, che ha rielaborato negli anni successivi: un substrato di emozioni e di “materiali” culturali entrati a far parte dell’inconscio dell’artista e che continuano ad affiorare, in forme diverse, nella sua attività”
I suoi dipinti girerano il mondo coinvolgendo un pubblico internazionale infatti nel 1998 Celiberti espone una mostra personale alla Galleria Angel Orentsanz di New York, al Museo di St. Paul de Vence e al Museo di Zagabria.
Nel 2003 vince il Premio Sulmone.
Il periodo che diede importanza al suo stile fu il 1965. Celiberti si sentì fortemente colpito dalle testimonianze lasciate dai bambini ebrei nel campo di concentramento di Terezin.
Migliaia di innocenti che trovarono nella loro breve vita… coraggio di sperare.
Celiberti affermerà: “quello fu il momento più drammatico della mia storia di pittore, prima dipingevo nature morte, animali, interni, esterni, in un modo più o meno astratto; poi mi sono imbattuto in quei segni dei bambini, sui muri, in quelle tragiche finestre, in quei cuori rossi e bianchi, in quelle cancellature, elenchi, farfalle, piccole foto, colonne di numeri”.
Per questa ragione che Celiberti usa l’arte come mezzo di espressione di una speranza, evidenziando la crudeltà che lo stesso essere umano può avere nei confronti dei deboli.
Animo gentile, buono e … le stesse emozioni sono i colori con cui segna i muri. I suoi dipinti.. grida verso il mondo per la ricerca di qualcosa di migliore.
Con mani libere e occhi verso il cielo… ci trascina dentro un cuore caldo e palpitante
.

Mi manchi tanto


… Seni cok ozledim.

Trovo un biglietto tra i miei piedi.. lo raccolgo ma non conosco la lingua con cui è scritto.
Porto il suo odore sul mio naso e cerco di capirne la provenienza.
Vedo un luogo lontano e sconosciuto; persone diverse da quelle di tutti i giorni. Sorrisi più luminosi e occhi profondi.
Silenzi imposti dalla non conoscenza e rughe che possiedono il tempo. Che scorre.
Una donna dai capelli raccolti si avvicina e mi sorride, sento che esiste ma non la conosco.
Apre le mani e mi porge i palmi disegnati da linee straniere. Guardo e ricordo.. scritte di un sentimento.
Apro le mie mani e leggo… Askim.
Il vento soffia così forte che ogni cosa viene spazzata … ed io..

Con gli occhi aperti e cuore aperto raccolgo le poesie dettate da un amore lontano. Deposito le testimonianze dentro una complice pace e con speranza inizio a incamminarmi verso casa.

C’è una scrivania che mi aspetta, fogli bianchi e parole che attendono di prendere forma. Stasera non userò la mia macchina da scrivere ma intingerò d’inchiostro queste dita. Penne primitive di una donna zingara.
Di una donna che tra la terra fertile ha seminato emozioni. e che attende di raccogliere dei frutti senza semi.. ma con radici sicuri. Un amore e serenità saldi dalle tempeste di tutti i giorni.

La mela del non peccato.

Il ritratto di Dorian Gray




Quando la bellezza e la sua arte trasformano l’essere umano in uno schiavo.. distruggendo la parte più vera di sé stesso.
Il ritratto di Dorian Gray è un capolavoro del XIX sec scritto da Oscar Wilde.
« La vita morale dell'uomo è il materiale dell'artista, ma la moralità dell'arte consiste nell'uso perfetto di uno strumento imperfetto. » (Oscar Wilde, dalla Prefazione a «Il ritratto di Dorian Gray»)

Trama.
Londra. Dorian Gray è un bellissimo ragazzo con qualità uniche, dovute dalla sua freschezza e sensibilità.
Nello studio del pittore Basil Hallward conosce Lord Henry Wotton il quale cattura l’attenzione del giovane con discorsi ingannevoli… trasformandolo nel suo modo di pensare.
Il giovane Gray inizia così a considerare la bellezza come cosa importante e fondamentale, provando invidia per il suo ritratto. Pur di rimanere sempre giovane e bello arriva a stringere un patto con il diavolo, il quadro sarebbe invecchiato al posto suo.
Dopo una dolorosa storia d’amore con un’attrice, Sybil Vane, Dorian trova il suo ritratto invecchiato e imbruttito per i sensi di colpa per il suicidio della giovane donna.
Per diverso tempo il bel Gray conduce una vita senza freni e un bel giorno… tra la curiosità di vedere il dipinto trova un uomo vecchio. Pieno di segni dovuti agli sbagli e colpe. Stanco di tutto quel peso, Dorian Gray con un coltello squarcia il quadro.
“I suoi servi troveranno accanto al ritratto incontaminato, un irriconoscibile e precocemente avvizzito Dorian Gray, morto ai piedi del dipinto con un coltello conficcato nel cuore”.

Il dipinto di Dorian Gray è un capolavoro, una letteratura per gli amanti dell’arte della morale.. dove la vera bellezza è centrata sull’anima. Chi vive di apparenza vivrà nella sola superficialità, morendo piano piano come una bella rosa dimenticata.
Oscar Wilde con questa opera evidenzia la sua capacità di un ricamo intorno ad un argomento profondo.. dove l’educazione sull’amore è sempre presente.
Inutile consigliare a tutti voi.. questo libro a volte dimenticato nelle librerie di oggi.

Sappho


Tutto quello che sappiamo di questa immortale poetessa sono frammenti ritrovati. Pezzi di un puzzle che non verrà mai completato.
Nasce a Mitilene. Di famiglia aristocratica diventa maestra di un tiaso, collegio in cui le ragazze di buona famiglia venivano educate con le arti e lettere e le discipline domestiche. Per diventare delle mogli perfette.
Saffo ha una figlia, Cleide, dal mercante Cercilia di Andro .
Una leggenda racconta che la poetessa incontra la morte tra le acque dalla rupe di Leucade per colpa di un amore struggente per il bel barcaiolo Faone.
C’è chi la considera una falsa… e chi piace pensare ad una fine romantica e poetica per la nostra Saffo.

Composizioni.
Nota la raccolta alessandrina di 9 libri, divisi secondo il metro.
Purtroppo abbiamo notizie su alcuni di questi libri:
Libro I: in 1320 versi, come sappiamo dalla nota di un papiro, comprendeva le odi in strofe saffica;
Libro III: in asclepiadei maggiori;
Libro IV: in tetrametri ionici;
Libro V: in metri vari;
Libro IX: comprendeva gli epitalami.

Sappho .. poeta dell’amore.. della forza che sconvolge l’animo senza riuscire a resistere.
Dolceamara invincibile serpe.
I suoi versi compongono un autobiografia di una donna che conosce l’attesa, il brivido di una speranza, di una promessa mai rivelata e… la non vergogna di sapere amare senza limitarsi agli obblighi educativi.
Donna o uomo.. che importanza può dare il cuore a questo dettaglio banale.


INVITO ALL'ERANO
Venite al tempio sacro delle vergini
dove più grato è il bosco e sulle are
fuma l'incenso.
Qui fresca l'acqua mormora tra i rami
dei meli: il luogo è all'ombra di roseti,
dallo stormire delle foglie nasce
profonda quiete.
Qui il prato ove meriggiano i cavalli
è tutto fiori della primavera
e gli aneti vi odorano soavi.
E qui con impeto, dominatrice,
versa Afrodite nelle tazze d'oro
chiaro vino celeste con la gioia.

PLENILUNIO
Gli astri d'intorno alla leggiadra luna
nascondono l'immagine lucente, quando piena più risplende, bianca
sopra la terra.
(Frammento 34)

A ME PARE UGUALE AGLI DEI
A me pare uguale agli dei
chi a te vicino così dolce
suono ascolta mentre tu parli
e ridi amorosamente. Subito a me
il cuore si agita nel petto
solo che appena ti veda, e la voce
si perde sulla lingua inerte.
Un fuoco sottile affiora rapido alla pelle,
e ho buio negli occhi e il rombo
del sangue alle orecchie.
E tutta in sudore e tremante
come erba patita scoloro:
e morte non pare lontana
a me rapita di mente.
(Frammento 31)

Il cinema italiano. Le fate ignoranti


Una donna vede la sua vita perdere di significato. L’uomo che amava muore in un incidente automobilistico.
La protagonista, interpretata da Margherita Buy, nell’ufficio del marito trova un dipinto e da quel momento tutto prende una forma diversa. Verità nascoste che si vedono rivelate.
Un amante che smonta la certezza di una fedeltà apparente.. e della consapevolezza dell’uomo avuto accanto per tanto tempo.
Michele, Stefano Accorsi, è un giovane operaio omosessuale che ha avuto l’altra verità di Massimo. I due erano stati amanti e quando Antonia conosce il giovane ragazzo entra in un mondo che è sempre stato fuori dalla porta. Vite e condizioni così in contrapposizione alla routine di tutti i giorni.
La conoscenza di Michele e di questo “nuovo mondo” porta ad Antonia ad affrontare una maturazione personale.. la sua vita prenderà una forma diversa. Nuova e libera.

Le fate ignoranti è un film diretto da Ferzan Özpetek e regala all’Italia un altro film di successo. Un altro componente della videoteca dei boom italiani.
Coprodotto con capitali francesi, Le fate ignoranti è riconosciuto come d’interesse culturale nazionale dalla Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali italiano (delibera ministeriale del 11 luglio 2000).


Schema film:

Paese: Italia
Anno: 2001
Durata: 106 min
Regia: Ferzan Özpetek
Sceneggiatura: Ferzan Özpetek, Gianni Romoli
Interpreti e personaggi
Margherita Buy: Antonia
Stefano Accorsi: Michele
Serra Yilmaz: Serra
Gabriel Garko: Ernesto
Erika Blanc: Veronica
Filippo Nigro: Riccardo
Koray Candemir: Emir
Lucrezia Valia: Mara

Fotografia: Pasquale Mari, Pascal Marti
Montaggio: Patrizio Marone
Premi:
Nastro d'Argento 2001 - Migliore attore (Stefano Accorsi) e migliore attrice (Margherita Buy).
Flaiano Film Festival 2001 - Migliore colonna sonora (Andrea Guerra).
New York Lesbian and Gay Film Festival 2002 - Miglior film (Ferzan Özpetek).

Romapoesia Film Festival

Quando la parola diventa poesia e i versi un cortometraggio. Dove cinema, videoarte, musica si fondono. Nace un evento unico nel suo genere.
Romapoesia Film Festival.
Dal 20 al 22 novembre la sala cinematografica Aquila di Roma sarà centro di interesse per gli amanti di questa edizione che è arrivata a tagliare il traguardo del numero 13. Il numero della fortuna.
Quest’anno protagonista è DOCtorClip, concorso di videopoesia, prima volta in italia ma già un successo negli altri paesi mondiali.
Sono aperte le barriere della tecnologia.. la poesia passa dalla celluloide all’immagine tra l’arte e tecnica regalandoci una esibizione. Inatteso esperimento drammaturgico.
Protagonisti di questo festival sono le dieci videopoesie arrivate in finale: durante i tre giorni saranno proiettati e uno solo avrà la possibilità di essere il primo vincitore del nuovo festival italiano di video poesia.


Per maggiori info:
www.doctorclip.it

biglietti: ingresso libero
vernissage: 20 novembre 2009.
web: www.doctorclip.it

22 novembre 2009

Eventi da non perdere. Roma.

SEX & FANTASY

3 incontri sulla sessualita’ alternativa

26 novembre, 9 e 20 dicembre ore 18.30

Libreria Libermente
Via del Pellegrino 94, Roma
www.libermente.it
Conduce Monica Maggi
Info: 06-6861279
prenotazione obbligatoria

13 novembre 2009

salto


15 Milioni di anni fa…

Sotto il cielo australiano, strane creature saltellanti fanno capolino con aria burlesca:

arti posteriori giganteschi, la coda, lunga e muscolosa utilizzata come sostegno ma anche per bilanciare il corpo durante i salti. Le zampe anteriori appaiono prensili, e terminano con cinque dita.

Canguri. Canguri…

1963, 17 Febbraio

New York: James, meccanico in una centrale elettrica, e Delores Jordan, impiegata in una piccola banca, decidono di trasferirsi nel borough di Brooklyn. Poco tempo dopo la signora Dolores dà alla luce il piccolo Michael.

Michael Jeffrey Jordan. Michael Jordan. Just do it…

1969, 21 Luglio

"Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un passo gigantesco per l'umanità".

Alle 4.57 ora italiana, Neil Alden Armstrong leggiadro saltella sulla superficie lunare, incurante di quanto sia buffo ed invidiato. Il mondo si ferma. Poi, inesorabile, riparte…

1984, 1 Gennaio

I Van Halen irrompono sulla scena :

“Ah, might as well jump.

Jump! Might as well jump

Go ahead an' jump. Jump!

Go ahead and jump Jump! “

Un grido, un consiglio, una sfida. Una scarica d’energia. Un successo strepitoso. Stre-pi-to-so. “Jump”!

1984, 30 Maggio

Roma, Stadio Olimpico: Bruno Conti è sul dischetto; Bruce lo vede, non lo guarda. Stregoneggia sulla linea, flette le ginocchia, forse sviene. Non sviene, Bruce. Saltella. Danza tribale, goffa sontuosa e maledetta. Bruno spara in curva.

Ciccio Graziani è sul dischetto. Bruce lo vede, non lo guarda. Saltella, Bruce. Ciccio spara timido, lo sciamano apre le ali e disinnesca.

Bruce Grobbelaar. È ancora lì, che saltella. 25 anni dopo…

1991, o ogni volta che vorrai

Canyonlands, Utah

«Che vuoi dire Thelma, non capisco»

«Coraggio...»

«Sei sicura?»

«Sì ».

La FORD Thunderbird verde indugia, scruta. Decide. Va.

Clap clap clap clap.

1994, 31 luglio

Sestriere, Italia

Applauso ritmato.

Red carpet divorato.

Icaro giù.

Icaro su.

Il fruscio del vento.

Icaro…giù!

Bandierine giallo-blu.

Fly, Сергій Назарович…, fly.

“ SERGEJ BUBKA.”

“6.14.”

“Seipuntounoquattro”.

“NWR!!”.

OGGI

Saltimbocca alla romana

Ingredienti per 4 persone:
- 400 gr di polpa di vitello a fettine
- 100 gr di prosciutto crudo
- 10 foglie di salvia
- 50 gr di burro
- sale
- pepe

Preparare le fettine di vitello eliminando i nervetti e il grasso. Tagliare la carne in fettine di piccole dimensioni: i saltimbocca alla romana si caratterizzano proprio per il fatto di essere dei gustosi bocconi. Disporre su ciascuna fettina di vitello una fettina di prosciutto, una foglia di salvia e un’altra fettina di prosciutto. Arrotolare la carne e fermare con uno stuzzicadenti. Far sciogliere in una padella 30 g di burro, aggiungere i saltimbocca, un pizzico di sale e di pepe. Far cuocere i saltimbocca circa un minuto per lato, toglierli dalla padella e tenerli in caldo. Aggiungere il resto del burro nella padella e creare una salsina aggiungendo un cucchiaio d’acqua, far cuocere la salsina a fuoco vivace fino a quando non si restringe. Versare sui saltimbocca e servire.

Fra 15 milioni di anni…

Sotto il cielo australiano, strane creature saltellanti faranno capolino con aria burlesca:

arti posteriori giganteschi, la coda, lunga e muscolosa utilizzata come sostegno ma anche per bilanciare il corpo durante i salti. Le zampe anteriori appariranno prensili, e termineranno con cinque dita.

Canguri. Canguri…

Scritto per noi da Nik
Incredibile come in una giornata qualunque, mi soffermo a pensare, forse mossa da poca tranquillità del periodo, alla differenza tra ORGOGLIO E AMOR PROPRIO. A molti la differenza sarà sicuramente nota, io mi sono resa conto così all'improvviso, di questo abisso tra le due cose..incredibile! A 27 anni suonati ritrovarsi a scoprire significati importanti per due parole di uso comune come queste.
Il punto forse è proprio questo: l'uso inappropriato che si fà di questi due termini, nelle circostanze e situazioni più disparate, ma al di là del significato che troviamo su un dizionario, io credo questo: l'orgoglio è purtroppo figlio della stupidità! Un noto poeta inglese addirittura definiva l'orgoglio come "l'immancabile vizio degli stupidi"..e se lo dice un poeta.. Per cui che nessuno si senta offeso, anzi,vi invito a riflettere su questo "vizio" di cui tutti almeno una volta siamo stati vittime più o meno consapevoli. Ora, qualcuno potrebbe anche pensare: ma che caspita vai dicendo Carol?! sei impazzita?? Orgoglio è anche sinonimo di autostima e fiducia nelle proprie capacità,quindi cosa ci sarebbe di negativo? Può diventarlo se portato all'eccesso rispondo io, ma del resto è cosi per tutte le cose,questo si sà. Forse però è necessario dire che a volte basta anche meno, ma questa è una mia personalissima opinione.

AMOR PROPRIO: e qui sono un altro paio di maniche, decisamente. Fateci caso: quante volte in un discorso sentite questa parola dal bellissimo significato? personalmente pochissime. Siamo portati a dire: "ma sù dai, tira fuori un pò d'orgoglio!","allora? che fine ha fatto il tuo orgoglio?" o ancora: "meno male che mi è rimasto un pò d'orgoglio".
Ma l'amor proprio? Questo mi chiedo, che fine a fatto quello che per usare altri termini si chiama RISPETTO DI SE'? Quanto davvero mi voglio bene e mi rispetto? Detto così sembra facile come bere un bicchiere d'acqua ,ma nel quotidiano mi permetto di dire che sono davvero poche le persone che riescono a mettere in pratica questo atto di estremo amore per se stessi.
Per esperienza diretta e per confronto con amici e conoscenti, ho potuto constatare che troppo spesso ci lasciamo sopraffare da situazioni e persone, perdendo di vista la propria persona. Dimentichiamo molto facilmente che stare bene è un diritto ma anche un dovere verso sè stessi, ne sono fermamamente convinta. Allora nei momenti di lucidità mi chiedo: ma perchè permettiamo a qualcuno o qualcosa di farci stare così? perchè non facciamo in mo do che certi meccanismi che noi stessi abbiamo messo in moto a un certo punto smettano di lavorare CONTRO di noi per iniziare lavorare a PER noi?
Per quanto mi riguarda, con il leggero imbarazzo di chi ancora stà "imparando ad imparare" da questa vita, l'unica risposta che posso dare al momento è che alcune volte è necessario toccare il fondo per poi aspirare alla risalita, lo considero un passaggio spesso fondamentale. Un pò una questione di sopravvivenza o autoconservazione se vogliamo. Il naturale evolversi di ognuno, perchè si sà che il cambiamento, quello vero, quello che può fare la differenza e rappresentare un valore aggiunto alla propria vita, posso farlo solo io.

Con queste poche righe non ho assolutamente la pretesa o il desiderio di insegnare niente a nessuno tra coloro che leggeranno. Piuttosto si accettano consigli critiche e anche consensi spero!..per il resto che dire..

BUONA VITA!
Scritto per noi da Carol

Intervallo


Sei come una ferita.. c'è la cicatrice ma non fa più male... mi ritrovo a guardare il cielo e non gli rivolgo più lo stesso sguardo.

Adesso capisco il senso dell'infinito.

E' stato come scrivere in un diario, ci sono deposti i mei sogni, i miei segreti ed i miei sospiri.

Per raggiungerli devo salire all'ultimo piano del grattacielo e per capirne l'importanza, mi allontano da loro. Facendoli cadere all'indietro... con lo sguardo rivolto al cielo.


Scritto per noi da Rimmel

11 novembre 2009

Eventi da non perdere. Roma.


6° Senso Art Gallery di Roma inaugura il 12 novembre alle ore 19:00, la mostra Il dolore e la storia. Graffiti per la libertà: Berlino '61/'89/'09

Per maggiori info: www.sestosensoartgallery.com oppure: 06/69921131

La pazza della porta accanto


Io voglio diventare pazza un giorno se questo vuole dire capire lo sporco di un sentimento. La puzza che invade l'aria e che ci spinge a fuggire dalla stanza.
Io voglio sentirmi senza vestito e nuda camminare per le vie.. essere osservata e ridere con le mani nere. Ho scavato la terra fino a trovare il centro di ogni sentimento. Odoro di fango perchè le lacrime hanno bagnato il campo e oramai i miei abiti sono da buttare.
Via tutto... via questa maglietta che copre il mio seno e questi pantaloni. Via le scarpe che rendono pesanti i miei passi... e ora libera e vera. Mi dirigo verso di te. Mia vita.

Alda Merini è stata una donna che con la sua penna e pazzia, ha voluto esprimere le sue visioni. Il suo amore e la ricerca disperata di essere contraccambiata.

Difficile da capire e comprendere per le persone che si definiscono “normali” ma amata e ricercata da chi come lei, segue l'istinto. Gli occhi e il cuore.

La pazza della porta accanto è un libro autobiografico.. dove si possono percorrere i momenti più significativi di una vita difficile. Essere diversi è .. essere amati... essere amanti... essere odiati.... essere compatiti.
In queste righe la poetessa ci fa testimoni di un dolore quasi sempre presente, a volte offuscato dai momenti di passione. Amori che vanno e vengono, importanti quanto l'inchiostro e un foglio. L'amore per un uomo. Per un figlio. Per un marito solo. Per una poesia nata per disperazione e per … la stessa malattia. Che ha ridotto Alda Merini ad essere una miserabile poetessa senza vergogna. Una grande donna che con la perdita della ragione ha percorso il campo. Nuda e sporca di fango.

Scrivimi, te l'ho detto tante volte, scrivimi una lettera lunghissima che parli solamente di silenzio. L'altro giorno per te ho scritto ventisette pagine parlando di chissà dove.
In nome della morte avrei voluto mettere un paltò d'inverno e scendere al tuo funerale. Scendere nella valle del desiderio, dove si spengono tutti i conati d'amore.
Questa morte è il mio vomito tremendo contro una società tremenda che si occupa solo di festini.
Quando ho saputo che eri morto sono corsa a fare la spesa con i buoni dei dementi. Ti ho preparato un piatto caldo e un letto d'alloro.
Ma non c'era un amico alla festa dei morti.
Era tanto che volevi, Roberto, e Dio te lo ha concesso.
Mi sono detta: una tregua per un padre che era troppo potente per essere disonorato dalla viltà dell'uomo.”

Alice e ...


... l'albergo delle meraviglie


Da quando lavoro in questo albergo, mi sento come Alice nel Paese delle Meraviglie... inseguo il coniglio verso nuove avventure. Mi faccio piccola ed entro nelle serrature, non ho bisogno di pozioni particolari... basta trovare la porta giusta. Il cliente giusto.

Lui percorre il corridoio con disinvoltura ma le labbra tremano e sento la sua voglia tra la pelle del mio corpo.
Ho in mano delle lenzuola pulite, si è appena liberata la camera 159 e mi hanno chiesto di rifare il letto. Prima di pranzo. Prima del prossimo ospite.
Salgo con le scale, l'unico ascensore è stato occupato ed io ho poca voglia di aspettare... devo arrivare prima di lui. Del coniglio con i mocassini.
I passi si fanno lontani ed io li seguo... un profumo riconoscibile mi invade e sento che vorrei trovarmi dietro il palcoscenico. Mi faccio veloce e lo vedo entrare solo … una voce di donna lo saluta e gli dice:”Quanto ti voglio..”.
Più di me? Mi domando e senza pudore mi inginocchio.
Intravedo due corpi. Quattro mani ed un solo desiderio. Lui mette qualcosa sul letto e si siede. Non ha fretta e togliendosi la cravatta chiede un bicchiere di vino. Anzi champagne.
Sorseggia piano piano e senza finirlo si bagna le labbra... un corpo morbido e nudo si avvicina e lo bacia.
Brindano al loro amore... alla passione condivisa con una cameriera di un albergo ad ore.
Lui la prende per i capelli e la stringe a sé... la donna bionda si abbandona alla sua violenza.
Gli amanti tra queste mura sperano di non vedere svelato il loro segreto. Sono consapevoli che altri occhi li guardano e li desiderano.
Io vorrei accarezzare il loro bacio e portarmi alla bocca una goccia di quello champagne. Sentendomi tra i due sconosciuti l'unica a godere veramente.

Ballo di un Corpo senza tempo


Sono una donna con un corpo che chiede calore.
Sono un profumo che invade la stanza e fa del tuo cuscino un campo di rose. Senza spine.
I miei capelli hanno le onde del mare in tempesta e nascondono due lune piene. Due colline di miele.
Pelle di una Venere abbronzata che raccoglie le perle dal suo scrigno... labbra insaziabili e timide.
Ragazza con piedi che inseguono le ombre del mattino, tra la sabbia di una spiaggia senza mare. Sogni confusi e dimenticati.
Ho le mani che non conoscono l'età... rughe che ritarderanno a venire, giovinezza che non ha voglia di lasciarmi.
Non è importante il mio nome, se quello che vedi è un corpo di donna. Un ballo eterno che tra le sue braccia sa darti Amore.
Sollievo
Orgasmo
Avventura
Sonno
Conforto
…Musica che incanta i tuoi sensi e che ti solletica a ritornare. Da me.



Per chi rimane affascinato dai canti della nostra Zingara Innamorata, può conoscerla meglio su...Facebook.

Chiedile amicizia e iniziate insieme un cammino, verso nuove emozioni. Non tutto si può sapere su poche righe...

10 novembre 2009

SOUVENIR



"L’affannosa e narcisistica ricerca della complessità ad ogni costo
inesorabilmente si denuda, e non resta che rabbioso disprezzo.
Ovvio inspiegabile
lingua d’asfalto inesorabile
si danno le spalle…
tragedie fatali o sussurri destinati a disperdersi oltre la linea dell’orizzonte,
viscere tremolanti per ventri inermi.
Nessuna spiegazione, solo interpretazioni.
Viaggi.
Circolari fughe sterili alla ricerca di se stessi, riverenti pellegrinaggi verso Qualcosa o Qualcuno,
mere evasioni e divertita curiosità.
L’occhio ottuso che inciampa distratto su un dettaglio vale
quello del rapace che ruba avidamente.
Rassegnata serenità.
Un fugace innocuo bagliore pesa
una fronte aggrottata dall’eterno smarrimento.
Serena rassegnazione.
Stretti, solo una volta, per un battito di ciglia.”


Scritto per noi da Nik

Mamma Roma


Pasolini decide un film che avrà come scenario Roma.. degli anni '60. Zucchero, farina, uova... ingredienti basilari per sfornare un buon ciambellone e per questa pellicola verrà scelta Anna Magnani che sarà il componente principale. Per un capolavoro del vecchio cinema italiano.

Il forte sentimento di Mamma Roma ci spinge in una realtà dura e toccante. L'unica speranza di una donna verrà distrutta con la disillusione.. che si può migliorare. A volte il passato non lascia opportunità e influenza la vita delle persone che abbiamo accanto.

In questo caso.. la morte sarà il simbolo di un fallimento conclusivo.


Il film inizia con un banchetto di nozze. Lo sposo è Carmine, il protettore di Mamma Roma che finalmente si vede libera di lasciare le strade e decidere per la propria vita.
A Roma prende un appartamento in un quartiere piccolo borghese, Cinecittà, e da Guidonia fa venire il figlio. Mamma Roma speranzosa di poter dare a Ettore un futuro migliore, compra un banco di frutta ma purtroppo Carmine la costringe a prostituirsi ancora. Il piccolo è ignaro di tutto questo e quando viene a conoscenza della professione della madre, lascia il lavoro di cameriere e si dà ai piccoli furti. Durante una rapina in un ospedale viene sorpreso a rubare. Avendo una febbre molto alta viene portato all’ambulatorio del carcere dove ha una crisi di nervi. Muore legato ad un letto in isolamento dopo una lunga agonia.

Scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini
Dialoghi di: Sergio Citti
Fotografia: Tonino Delli Colli
Coordinamento musicale: Carlo Rustichelli
Montaggio: Nino Baragli
Aiuto alla regia: Carlo di Carlo
Assistente alla regia: Gianfrancesco Salma
Interpreti e personaggi: Anna Magnani (Mamma Roma); Ettore Garofolo (Ettore); Franco Citti (Carmine); Silvana Corsini (Bruna); Luisa Orioli (Biancofiore).
Produzione: Arco Film (Roma)
Produttore: Alfredo Bini
Distribuzione: Cineriz
Durata: 115 minuti.
Prima proiezione: XXIII mostra di Venezia, 31 agosto 1962
Premi Mostra di Venezia: Premio della FICC (Federazione Italiana dei Circoli del Cinema)

Posta del Cuore

Ci sono voci che vanno ascoltate e domande alle quali dare risposta. Molte volte ci sentiamo confusi e soli.. o solamente con un forte bisogno di parlare.
Il mondo è assorto dai problemi di tutti i giorni e le persone che ci circondano non hanno tempo per capirci. Fingono di essere interessati ma l'attenzione è per le loro questioni. Difficoltà.
Sotto il cuscino non è solo una lettura piacevole dove trovare articoli interessanti e rubriche stimolanti... è anche un amico che è pronto a rispondervi. Ad sentirvi. A capirvi.

Mandate le vostre lettere specificando Posta del cuore al nostro indirizzo di posta:
sottoilcuscino@gmail.com
Vi risponderemo il prima possibile... tu sei il nostro interesse più importante!

La piccola biblioteca consiglia..

<Parola di donna, corpo di donna

Un'antologia di racconti dove donne arabe rompono ogni pregiudizio.. un vaso di cristallo in frantumi. Trentuno pezzi che testimoniano la potenza femminile nel mondo della letteratura. Araba.
Scrittrici che con la penna danno voce al loro coraggio trattando temi molto delicati come il sesso, la poligamia, la guerra in Iran... in questo libro si ha la possibilità di vedere donne mussulmane senza velo.
L'unica vergogna è quella di rimanere in silenzio.
Lettura piacevole e affascinante, molte volte sarà come venire accarezzati da un vento tiepido. Adatto per chi ama scoprire il burka del pregiudizio e innamorarsi dell'inchiostro arabo. Oltre il confine del preconcetto.

Edizione Piccola Biblioteca Oscar Mondadori
A cura di Valentina Colombo. Docente di Lingua e letteratura araba all'Università della Tuscia. Ha scritto numerosi articoli sulla letteratura araba e pubblicato L'altro Mediterraneo, Antologia di scrittori arabi del Novecento (2004)

NOTIZIA FLASH


Eventi Roma. Cats

Il Teatro Sistina ospiterà uno dei musical più conosciuti nel mondo… ora tradotto anche in lingua italiana. Cats è il capolavoro di Andrew Lloyd Webber che vede 25 gatti dispettosi, golosi, magici coinvolgere lo spettatore con le loro storie e emozioni.
Un appuntamento da non perdere… per maggiori informazioni potete visitare il sito:
http://www.ilsistina.com/


Autore: A.L. Webber da T.S. Eliot

Regia: Saverio Marconi e Daniel Ezralow

Compagnia/Produzione: Compagnia della Rancia

Cast: Compagnia della Rancia

29 ottobre 2009

Erotici...ziamoci



Frasi e racconti sul gusto del piacere. Erotico. Vestendo panni di una cameriera in un albergo ad ore visiteremo i segreti celati dentro le stanze. Tra le serrature vedremo corpi nudi e lingue sfiorarsi.Scegli una camera e lasciati andare… eroticiziamoci!


La camera 102


Ho finito di pulire tutte le camere, manca solo la 102 che è ancora occupata. Ho provato a bussare ma non vogliono aprirmi.

Ripassi più tardi.

Come vuole, signore. Avevo detto ma.. ho deciso di rimanere. Sento che non è solo e mi inchino per vedere….. un corpo segnato dal tempo nudo e due mani che lo accarezzano, due mani di donna con unghia lunghe e rosse. Vedo un viso avvicinarsi, è quello di lei che apre la bocca e lo mangia.Mentre osservo il peccato.. faccio cadere un flacone aperto rovesciando il detersivo. Il pavimento si bagna profumando di muschio bianco. Cerco di asciugare e mi sbrigo ad andarmene.

Tornerò più tardi a cambiare le lenzuola che odoreranno di sesso. Di lui.

Canto gitano

28 ottobre 2009.
.. accarezzo il tuo corpo oramai svezzato da chissà quante donne. Percorro con le labbra i segni indelebili dei dispiaceri e delusioni, sperando di dare riposo alla tua ricerca. Del piacere.
Voglio essere l'unico mare in cui navigherai. L'ultima conquista della tua instancabile crociata. Il tuo odore mi trasporta nelle terre che hai visitato e amo le donne che hai posseduto. Anche solo per una notte come un avaro.
Ti bacio e ti ribacio. Con le dita chiudo i tuoi occhi e con la voce ti guido tra i sensi... io godo nell'essere ascoltata. Cammina con me verso l'orgasmo di una zingara.
Vuoi che canto per te? Un canto gitano che fa vibrare le radici di questa terra ormai arida per i troppi peccati.
Io sarò per te il riposo.. l'eccitazione.. la scoperta continua... un orgasmo infinito.

28 ottobre 2009

STORIE DA ... HALLOWEEN


Io non ho paura… me la faccio semplicemente sotto!

Se pensi che gli spiriti non esistono, mi dispiace ma ti sbagli. I morti non sono completamente morti perché la loro anima ha una durata eterna.. e molti di loro decidono di rimanere qui. Tra di noi.
Non è una speranza di poter rivivere quello che concretamente hanno lasciato, no… sono solo anime vagabonde. Poveri spiriti che si sono persi e che vagano alla ricerca di qualcosa. Come una semplice bottiglia di… vino o un orecchino mai ritrovato.
Io parlo così perché tempo fa ne conobbi qualcuno… e ancora adesso mi bagno nel ricordo di quello che è successo.
Fu tra la notte del 31 ottobre e il primo novembre.. insomma era la notte di Halloween e le strade erano invase da ragazzi travestiti di mostri, dracula e uomini con maschere bianche e coltelli tra le mani. Figuratevi che una era così brutta che urlai nel solo vederla. Travestimento azzeccato? No, solamente un cesso di ragazza che non aveva bisogno di un costume per mettere paura.
Io mi trovavo seduto su una panchina e mi gustavo l’ultimo goccio di vino da discount. Pagato un euro e mezzo con la qualità da 10 centesimi. Adatto per una serata in solitudine e fredda. Amo stare solo con la mia bottiglia, contemplare le stelle e felicitarmi di avere scaricato quell’insopportabile moglie. Una vecchia cicciona che non faceva altro che urlarmi addosso.
Ecco.. ora che ci penso.. mi viene sete. Devo bere.. per dimenticare anche il suo viso.
Ritornando al mio racconto.. io stavo tranquillamente seduto e dei ragazzi mi passarono davanti come una sfilata fino a quando un tipo si sedette vicino a me.
Quella è la mia bottiglia” mi disse indicandomi le mani.
Io lo guardai cercando di vedere il viso. Mi sembrava troppo pallido e pensai ad un idiota che voleva farmi uno scherzo.
Sparisci!”
Insomma è tanto difficile capire che te ne devi andare? Sparisci. Ma il tipo non se ne andò.
Quella è mia!”.
Te la do in testa se non te ne vai. Capito?”.
Pensavo di essere stato convincente, di solito funzionava.. scappavano! Invece questo tizio allungò la mano per afferrare la boccia.
Ehi.. allora non hai capito?”
Stavo per colpirlo quando vengo interrotto da un’altra voce. “Rivoglio il mio orecchino.. ladro”.
Una mezza matta si avvicinò con lo sguardo fisso nei miei pantaloni.
Io mi sentivo circondato.
Ma che cazzo volete? Pazzi bastardi…”
Mi alzai e iniziai a correre.
Non so in quale direzioni ma corsi fino a quando non sentii il cuore saltarmi fuori. Ma cosa cavolo pensavano di fare quei due. Che scherzi di merda!
Pensai che era meglio ritornare nel mio angolo, dove avevo lasciato il mio letto incustodito. Due stracci e Polo, il mio fidato cagnolino. Avevo da raccontargli.. quanto era fuori il mondo. Io sono un povero ubriacone vagabondo ma non vado in giro a mettere paura. Come certi stronzi!
Alcune strade erano senza luce, mi sono abituato a girare nel buio e mi sento più al sicuro tra quelle vie che tra il giorno della città. Pieno di caos e gente che corre.
Stanco per la corsa, mi appoggiai su un muro sentendomi finalmente al riparo. Porca… ma chi caz…
Due occhi mi fissavano e io ..urlai.
Urlai come un disperato dalla paura e davanti a me rividi il tizio di prima.

Dove è la bottiglia? La mia bottiglia..”.
Mi guardai intorno per vedere se trovavo qualcuno che mi potesse aiutare. Purtroppo ero solo e iniziai a sentire le gambe mancare.
Tremai.
L’uomo si avvicinava sempre di più ed io non avevo la forza per scappare. Basta. Pensai che forse il destino aveva segnato per me questo tipo di fine. Ucciso da uno psicopatico scappato da qualche clinica confondendosi tra le maschere di Halloween.
Nel momento che lo ebbi davanti vidi mia moglie urlarmi: “Te lo meriti brutto bastardo, schifoso. sei solo un ubriacone fallito.. “.
Le sue mani stavano per afferrarmi e chiusi gli occhi. Aspettavo la morte come un vigliacco. Dopo qualche secondo sentii solo freddo.
Dunque è questa la morte… un gelo che ti prende fino ad entrare nelle ossa e un senso di vomito che ti invade anche il cervello.
I pantaloni si bagnarono, sentii… odore di piscio che mi riportò al presente e aprii gli occhi.
Vidi solo un corpo entrare nel muro e ripetere … la mia bottiglia dove è la mia bottiglia.
Questa è una delle storie più assurde che ho vissuto dopo il mio matrimonio.. ora che la racconto nessuno mi crede ma fissano il vino che bevo ”Sei un ubriacone è normale che vedi cose del genere!”
Io intanto ogni volta che ci penso… risento quella puzza di paura.
 
Ricerca personalizzata