12 dicembre 2009

Pablo Neruda. Un omaggio alla poesia.


"Oh invadimi con la tua bocca bruciante,
indagami, se vuoi, coi tuoi occhi notturni,
ma lasciami nel tuo nome navigare e dormire."

Sarebbe folle per me … raccontare in uno spazio così piccolo chi era Pablo Neruda. Sintetizzare la sua arte e vita con una banale biografia.
Sarebbe come cercare di evidenziare la bellezza di un fiore descrivendo il colore e la forma dei suoi petali. L’ incanto. La grandezze e l’unicità di una persona o cosa non sta nella biografia o nell’aspetto. Sta nella sua espressione. Capacità di trasmettere sensazioni. Emozioni. Vitalità e voglia di toccare nel profondo…
Io ho voglia di prendere le vostre mani e farvi sentire i miei brividi.
Chi era Pablo Neruda? Un poeta che ha trovato la pace 36 anni fa ma che vive ancora tra noi. Nelle pagine dei libri pubblicati che riportano le sue opere.
Nelle librerie delle nostre case. Nel comodino.
C’è sempre una poesia che lascia libere le parole… nell’aria di tutti i giorni.

Il poeta che ho deciso di omaggiare è il premio Nobel della Letteratura del 1971.
Il suo vero nome era Neftalì Ricardo Reyes ma scelse il pseudonimo di Pablo Neruda in onore del poeta cecoslovacco Jan Neruda. Cantore della povera gente.

Un grande personaggio che con carattere ha lasciato forti messaggi. Non possiamo dimenticare che non si è mai limitato a descrivere senza vivere. I suoi versi sono veri.. crudi… hanno il sapore del sangue perché scritti con il cuore.

Durante la guerra civile prese posizione. A favore della Repubblica e questa guerra contribuì fortemente alla trasformazione del giovane poeta. La sua penna divenne il suo mezzo di una lotta politica. Uomo di azione e di speranza. Un artista che comunicava con i suoi lettori trasmettendo i suoi ideali.

Pablo Neruda è stato anche uno dei migliori rappresentanti dell’amore.. i suoi versi ci trasportano in un mare rosso. La carne è il suo cibo preferito… la bocca è la parte in cui trova la voglia di vivere.

Ritrovo nelle sue poesie un sapore dolce di un sesso passionale. Dove non esiste volgarità ma un continuo desiderio di possedere. Di trovare forza e vita nell’amore. Ogni parola è come una salita .. verso la cima di un monte. Quella di aver amato con totale coinvolgimento dell’anima.

Pablo Neruda ha sintetizzato in poche frasi l'essenza della sua vasta opera poetica: « I miei doveri di poeta non solo mi indicavano la fraternità con la rosa e con la simmetria, con l'esaltato amore e con la nostalgia infinita, ma anche con le aspre fatiche umane che ho inserito nella mia poesia».

Ho fame della tua bocca, della tua voce, del tuoi capelli
e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
non mi sostiene il pane, l'alga mi sconvolge,
cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.
Sono affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio,
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.
Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza.
il naso sovrano dell'aitante volto,
voglio mangiare l'ombra fugace delle tue ciglia
e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
come un puma nella solitudine di Quitratùe.



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