
Calze danzanti e occhi di pantera... salta e morde. La sua vittima la solitudine.
Un uomo distante e freddo che cerca solo un bicchiere di acqua. La bevanda che disseta il suo spirito ribelle.
Menzognere con sé stesso e onesto con gli altri.
La zingara indossa le scarpe da tango e in sottoveste inizia la sua danza. Una preghiera del suo corpo che stringe braccia forti e qualcuno per scaldarsi.
Gira il viso e incontra la luce, un piccolo raggio che entra furtivo dalla porta socchiusa. Una stanza piena di lei: dal suo odore al suo respiro. Dallo smalto delle sue unghie all'inchiostro dei suoi testi.
Sussurri di una femmina che graffia il suo cuore confuso. Soffocando con la musica un tango di richiesta.
Passi di pretesa. Di voglia e passione. Di calore e di caduta.
Distesa nel pavimento.. ansima e chiude gli occhi. Si prende la bocca e ritorna a ricordare che l'ultimo amante è dietro di lei. Seduto senza guardarla.. aspetta. Che la voglia le ritorni.
Zingara fuori. Zingara dentro. Zingara di giorno e zingara di notte.
Zingara tra queste mura e dentro il letto.
Non esiste un terreno stabile, un amore sicuro o una veste senza pieghe.
Solo una valigia con fogli e il suo canto.
La musica non smette e lei riprende a ballare. Per sé stessa. Cercando il suo corpo per godere.
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