… Non sapeva cosa le aspettava anche se indossava quel vestito trasparente e gli stivali in lattice che rendevano ancora più insicura la sua camminata. Lui parlandole l'aveva incuriosita e lei, senza pensarci, disse: “Si!”.
Non sapeva cosa le sarebbe aspettato dentro quel posto con luce soffusa, musica allusiva e dell'eco. Quell'eco di voci che più avanti le sarebbe appartenuta. Mano nella mano con Lui.. la trascina come un trofeo. Tutti la dovevano guardare, ammirare e ambire. Poteva essere per pochi o per tutti.
Con gli occhi di nebbia soffusa faceva spazio alla visione, riusciva intravedere uomini, coppie, donne vestite come lei... o meglio corpi nudi.
Le sembrava di assistere a una danza, dove ognuno ballava il proprio ritmo ma non sapeva come, la musica era la stessa. In ogni angolazione, ovunque lei volgeva lo sguardo.
Mentre era presa da quello scenario, sentiva mani su di lei ma non gli diede subito peso pensando che era la sensazione di quello che vedeva. Si accorse della realtà di quei tocchi solo quando venne trascinata nella stanza dalle luci rosse.
Lui dove era? Lì.. vicino a lei. Le bastò il suo sguardo per capire che non erano soli. C'erano altri uomini, altre donne.. forse gli stessi del ménage di prima.
C'era chi voleva la sua … e chi le prendeva la mano per …
Lei chiuse gli occhi e si lasciò andare al tocco di Lui... Lui che otteneva sempre da lei ciò che voleva. Adesso sì che sapeva cosa le aspettava.
Si muoveva come un'onda dell'alta marea, non faceva annegare i suoi naufraghi ma li trascinava con sé. Anche solo guardarla faceva venire voglia. Era strumento da suonare: uomini che la possedevano. Era direttore d'orchestra: uomini che possedevano altre donne.
Lui la guardava, osservava e vedeva il suo sudore evaporare, diventando essenza. Profumo che inebriava le loro narici. Si accorse che riusciva anche a fottersi le loro menti perverse e le donne si ubriacavano di lei ma quando passava la sbronza, provavano invidia. Tutti avvertivano che lei aveva qualcosa in più.
Finita la sua opera d'arte lei si rivestiva di vergogna e compiacimenti altrui. Si rigirò verso di Lui che le sorrise.
Lì.. solo lì.. sentiva che Lui l'amava.
Come lei usciva da quella camera c'era chi provava a sedurla nuovamente ma come il gioco finiva, lei ritornava donna. Perchè così Lui la voleva.
Non sapeva cosa le sarebbe aspettato dentro quel posto con luce soffusa, musica allusiva e dell'eco. Quell'eco di voci che più avanti le sarebbe appartenuta. Mano nella mano con Lui.. la trascina come un trofeo. Tutti la dovevano guardare, ammirare e ambire. Poteva essere per pochi o per tutti.
Con gli occhi di nebbia soffusa faceva spazio alla visione, riusciva intravedere uomini, coppie, donne vestite come lei... o meglio corpi nudi.
Le sembrava di assistere a una danza, dove ognuno ballava il proprio ritmo ma non sapeva come, la musica era la stessa. In ogni angolazione, ovunque lei volgeva lo sguardo.
Mentre era presa da quello scenario, sentiva mani su di lei ma non gli diede subito peso pensando che era la sensazione di quello che vedeva. Si accorse della realtà di quei tocchi solo quando venne trascinata nella stanza dalle luci rosse.
Lui dove era? Lì.. vicino a lei. Le bastò il suo sguardo per capire che non erano soli. C'erano altri uomini, altre donne.. forse gli stessi del ménage di prima.
C'era chi voleva la sua … e chi le prendeva la mano per …
Lei chiuse gli occhi e si lasciò andare al tocco di Lui... Lui che otteneva sempre da lei ciò che voleva. Adesso sì che sapeva cosa le aspettava.
Si muoveva come un'onda dell'alta marea, non faceva annegare i suoi naufraghi ma li trascinava con sé. Anche solo guardarla faceva venire voglia. Era strumento da suonare: uomini che la possedevano. Era direttore d'orchestra: uomini che possedevano altre donne.
Lui la guardava, osservava e vedeva il suo sudore evaporare, diventando essenza. Profumo che inebriava le loro narici. Si accorse che riusciva anche a fottersi le loro menti perverse e le donne si ubriacavano di lei ma quando passava la sbronza, provavano invidia. Tutti avvertivano che lei aveva qualcosa in più.
Finita la sua opera d'arte lei si rivestiva di vergogna e compiacimenti altrui. Si rigirò verso di Lui che le sorrise.
Lì.. solo lì.. sentiva che Lui l'amava.
Come lei usciva da quella camera c'era chi provava a sedurla nuovamente ma come il gioco finiva, lei ritornava donna. Perchè così Lui la voleva.
Scritto per noi da Rimmel
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